18 luglio 2017 ore: 17:52
Immigrazione

Migranti, sindaci del modenese chiedono fondi a Roma: "emergenza vera"

"Siamo di fronte a un'autentica emergenza, che impone la collaborazione di tutte le istituzioni". Lo dice il presidente della Provincia e sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, dopo un incontro oggi coi sindaci (Finale Emilia continua a sfilarsi)...

ROMA - "Siamo di fronte a un'autentica emergenza, che impone la collaborazione di tutte le istituzioni". Lo dice il presidente della Provincia e sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, dopo un incontro oggi coi sindaci (Finale Emilia continua a sfilarsi) sul tema dell'accoglienza migranti. "Con i sindaci abbiamo concordato di avviare incontri periodici di coordinamento in un quadro di positiva collaborazione con la Prefettura. Abbiamo concordato, inoltre, sul principio di un'accoglienza diffusa ed equilibrata evitando concentrazioni e possibili tensioni", aggiunge il sindaco-presidente dopo il summit in Provincia. Insieme ai colleghi, Muzzarelli ha deciso di inviare una lettera al Governo e alla Regione per porre il tema delle "risorse necessarie" a "favorire" l'integrazione: in ballo la formazione professionale soprattutto dei minori, i lavori utili e la cooperazione internazionale. Si e' parlato anche dell'ipotesi del Centro rimpatri (Cpr) a Modena, come sede regionale: anche se su questo "non e' ancora stata presa alcuna decisione", i sindaci chiedono "garanzie" sul tema sicurezza, senza pesare sul presidio attuale delle Forze dell'ordine, e risorse "adeguate".

Al summit tutti i sindaci, tra cui Claudio Pistoni (Sassuolo), Luciano Biolchini (Pavullo), Michele Canali (Prignano), Francesco Tosi (Fiorano), Alberto Borghi (Bomporto), Massimiliano Morini (Maranello), Alberto Bellelli (Carpi), Umberto Costantini (Spilamberto) e Luciano Mazza (Montese), hanno ribadito che "il metodo dell'accoglienza diffusa e' l'unico praticabile e che nessuno si tira indietro di fronte a questa emergenza". Ma il sindaco di Finale Sandro Palazzi (centrodestra) contesta "il modello, che e' da cambiare bloccando gli arrivi: noi non siamo disponibili ad affrontare la questione".

"Il metodo della condivisione delle scelte" serve anche per Giandomenico Tomei, sindaco di Polinago, Sauro Borghi di S.Prospero e Maria Costi di Formigine, mentre Alberto Silvestri, di S.Felice, ricorda che il percorso condiviso con la Prefettura per gestire, anche nell'area del cratere, "piccoli numeri di profughi e in modo graduale". Giuliana Urbelli, assessore al Welfare del Comune di Modena, cita "il problema dei costi elevati dell'accoglienza dei minori non accompagnati" e "la necessita' di pianificare adeguate politiche di integrazione". Diversi sindaci hanno posto la questione della difficolta' di reperire alloggi a livello provinciale e la necessita' di evitare, come ricorda Stefano Reggianini di Castelfranco, "la concentrazione nelle stesse zone e l'utilizzo di spazi non idonei ad una accoglienza dignitosa". Concetti ripresi anche da Emilia Muratori, di Marano, e Gianfranco Tanari di Zocca. Di "modello che non funziona" parla Simone Pelloni di Vignola, che chiede "un maggior equilibrio sulla distribuzione nei territori per evitare tensioni".

Nel frattempo, firmano un documento congiunto pro accoglienza i gruppi locali Per Me, Sinistra italiana, Possibile, Articolo 1-Mdp e Rifondazione. Tutti scrivono: "I richiedenti asilo del collettivo Modena's Refugees, cosi' come tutte le persone ospitate nei centri di accoglienza della nostra provincia, hanno il diritto di ottenere la registrazione all'anagrafe secondo le linee guida sul diritto alla residenza. Il fatto che tale diritto non abbia visto una puntuale e sistematica applicazione sul territorio modenese costituisce un vulnus che va affrontato e risolto. La registrazione anagrafica e' un passaggio semplice ma fondamentale". Aggiungono le sigle di sinistra: "Occorre inoltre garantire il fondamentale diritto all'assistenza sanitaria e un rinnovo rapido dei permessi di soggiorno". (DIRE)

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