27 settembre 2018 ore: 15:57
Salute

Tumori, a Bari l'ospedale "diffuso" monitora a distanza i pazienti oncologici

Tra gli esempi virtuosi di telemedicina testimoniati nel corso del Congresso Aisdet di Bari, quello dell''Ospedale diffuso di Bari’, ossia un sistema adottato dall'Istituto Tumori di Bari in via sperimentale, che permette il monitoraggio a distanza di alcuni tipi di pazienti con vantaggi per tutte le parti coinvolte.

BARI - Tra gli esempi virtuosi di telemedicina testimoniati nel corso del Congresso Aisdet di Bari, quello dell''Ospedale diffuso di Bari’, ossia un sistema adottato dall'Istituto Tumori di Bari in via sperimentale, che permette il monitoraggio a distanza di alcuni tipi di pazienti con vantaggi per tutte le parti coinvolte. 

"È un prototipo di assistenza domiciliare messo a punto qui all'istituto oncologico durante il Pon Smart Health 2.0 del ministero della Ricerca, che ha approvato il mio progetto e lo ha finanziato.- spiega Attilio Guarini, ematologo dell'Istituto Tumori di Bari- L'ho definito 'l'ospedale diffuso’ perché è un sistema di device medicali che vanno da un cardiografo a un ossimetro, a un apparecchio per fare l'emocromo, per eseguire esami di laboratorio e valutazione dei parametri vitali direttamente a casa del paziente. Con un sistema tecnologico i dati- continua Guarini- vengono trasmessi al reparto, così il paziente, da casa, viene monitorato. La fase sperimentale è già stata fatta e ha interessato 25 pazienti. Adesso il prototipo è in sviluppo nell'ambito del progetto Bari-Matera 5G, che con l'aiuto dei grandi operatori telefonici può potenziare la trasmissione dei dati. Abbiamo anche messo a punto un altro sistema per l'assistenza domiciliare avanzata- prosegue l'ematologo- che prevede l'utilizzo di una vettura equipaggiata con tutte queste attrezzature per fare il monitoraggio dei pazienti non critici che hanno bisogno di follow-up, quindi in questa maniera il monitoraggio viene fatto da un infermiere a domicilio. Con questo sistema- conclude l'ematologo- riusciamo a deospitalizzare prima liberando posti, a migliorare qualità della vita del paziente e, spesso, a evitare infezioni". (DIRE)

 

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