26 giugno 2015 ore: 15:20
Immigrazione

Festa multiculturale a Palermo per le immigrate che hanno imparato l'italiano

Tante sono state le attività, iniziate nell’ottobre del 2014: corsi di lingua italiana, formazione civica, laboratori di adeguamento delle competenze professionali in taglio e cucito e gestione delle strutture di accoglienza, laboratori di lettura ad alta voce e maternage

PALERMO – Con una festa all’insegna della multiculturalità, 160 donne immigrate hanno concluso positivamente il loro percorso didattico di apprendimento della lingua italiana che si è articolato in varie attività e laboratori. Tra di loro, 60 sono state le corsiste che hanno conseguito l’attestato linguistico. La festa “Per Continuare” si è svolta ieri sera a Palermo nel complesso di Sant'Antonino, sede della Scuola di lingua italiana per stranieri e del dipartimento di Scienze Umanistiche, capofila del progetto cofinanziato dal Fei (Fondo Europeo per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi). Tante sono state le attività, iniziate nell’ottobre del 2014: corsi di lingua italiana, formazione civica, laboratori di adeguamento delle competenze professionali in taglio e cucito e gestione delle strutture di accoglienza, laboratori di lettura ad alta voce e maternage.

L’attestato linguistico permetterà di inserirsi pienamente nel tessuto lavorativo e sociale del territorio. Le donne che hanno conseguito la certificazione vengono per lo più dalla Nigeria, dal Marocco, dallo Sri Lanka, dal Ghana e dal Bangladesh. La più giovane ha 18 anni, la più grande 63. L'esame è stato sostenuto poche settimane fa, alla fine di un lungo percorso iniziato nel mese di luglio di cui la Scuola è capofila, affiancata da numerosi altri partner, associazioni e degli assessorati alla Scuola e alla Cittadinanza Sociale del comune di Palermo. Seguite da docenti esperti nell'insegnamento dell'italiano come lingua seconda e straniera, le donne hanno partecipato a corsi di diverso livello, dall'alfabetizzazione all'A2 e B1, per poi sostenere l'esame Cils, livello A1 e A2 Integrazione.  “Mi è piaciuto tanto partecipare – racconta Winifred del Ghana, 46 anni –, perché oltre a stare con le donne del mio Paese ho conosciuto anche altre donne straniere con cui sono diventata amica. Mi piace cucire e la lingua italiana mi aiuterà anche nel trovare un lavoro. Io e mio marito dobbiamo impegnarci molto perché nostro figlio arrivato da due mesi a Palermo vuole studiare per diventare pilota d’aereo”.

Le lezioni continueranno per le corsiste che non hanno ancora raggiunto una piena alfabetizzazione. Questo sarà possibile grazie ad un'attività autofinanziata esclusivamente dalla Scuola di Italiano. Accanto a loro siederanno, come già avviene da più di tre anni, i minori stranieri non accompagnati. Altre donne nei mesi di luglio, agosto e settembre seguiranno i corsi avanzati di lingua e cultura italiana della Summer School 2015 che, come ogni anno, accoglierà centinaia di giovani ed adulti provenienti da tutto il mondo.

La direttrice Mari D’Agostino appare contenta e soddisfatta anche se non mancano le note amare. “Hanno fatto la domanda circa 200 donne e per noi è stato un grande successo – sottolinea la direttrice -. E’ stato un grande lavoro a vario livello avvenuto in collaborazione con altre associazioni. Abbiamo trovato alcune donne, da 20 anni a Palermo, che erano ancora analfabete che sono state accompagnate in un percorso conoscitivo di base della nostra lingua. Molte donne sono desiderose di aprirsi alla città perché non hanno spazi di espressione dove possano trovare una loro dimensione al di là delle mura domestiche. La cosa bella è stata, anche, che le donne si sono aperte ad altre donne dando un esempio importante di interazione multiculturale”. La direttrice ci tiene a sottolineare che non sono stati sostenuti da nessuno tanto meno dalla regione che per alcuni gravi ritardi non è riuscita a spendere i fondi europei destinati all’educazione linguistica dei migranti per un valore di 635 mila euro. Una cifra che la regione è costretta restituire a Roma perché dovrebbe rendicontarla entro il prossimo 30 giugno. “L’amaro in bocca rimane soltanto – aggiunge amareggiata ma determinata a continuare - per l’assenza totale di alcune istituzioni come la regione che per gravi ritardi ha perso i fondi europei destinati all’inclusione linguistica degli stranieri”.

“Le donne sono madri e lavoratrici ma nonostante ciò sono riuscite a mantenere in maniera eccellente i percorsi proposti – dice Tindara Ignazzitto, coordinatrice del progetto –. Per molte il percorso di inclusione linguistica e sociale non si fermerà con la consegna degli attestati. Per alcune la scuola continuerà ad aprire gratuitamente le porte delle sue aule, permettendo di seguire ancora corsi di lingua e cultura italiana. Previste anche lezioni per i loro figli grazie all’attività di tirocinio del master di II livello in ‘Teoria, progettazione e didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera’. Mentre donne e bambini, infatti, saranno ancora impegnati con i corsi di lingua e cultura italiana, cinque donne che hanno dato vita alla Sartoria Etnica continueranno a realizzare porta tablet, borse, tracolle e astucci”. Alla manifestazione ha preso parte anche la vicepresidente dei tessili di Confindustria Sicilia, Daniela Cocco che si impegnerà per favorire il coinvolgimento di alcune donne in uno stage formativo all’interno di alcune aziende. Inoltre, resterà attivo lo “Sportello orientativo” curato dall'Asp 6 di Palermo e inaugurato nei mesi scorsi sempre all'interno del progetto. Accolto negli spazi del complesso di Sant’Antonino, lo sportello ha permesso e permetterà a un gran numero di donne di essere orientate ai servizi sanitari, trovando personale competente e preparato, capace di indicare strutture e soluzioni per molteplici problemi sanitari. (set) 

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