11 ottobre 2017 ore: 14:26
Immigrazione

Festival delle generazioni, i migranti terremotati si raccontano

Sarà presentato al Festival delle generazioni “La terra scordereccia”, documentario di Giorgio Cingolani che dà voce ai migranti che hanno vissuto sulla loro pelle i terremoti del centro Italia. “Grande solidarietà reciproca tra italiani e stranieri”. Il 13 ottobre a Macerata
TOUR Macerata Festival generazioni

MACERATA – Quando arriva, un sisma travolge tutto quello che incontra. Uomini, donne, bambini, animali, edifici, strade e ponti: spesso, quando le scosse finiscono, nulla è più come prima. È quello che è successo nell’Italia centrale tra il 24 agosto 2016 e il 18 gennaio 2017, quando una serie di terremoti ha colpito il Lazio, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo, lasciando dietro di sé più di 300 vittime e numerosi centri abitati rasi al suolo. Sono proprio le voci e i volti di chi è stato colpito in prima persona dalle scosse, in particolare quella del 30 ottobre 2016, con epicentro a Norcia (Perugia) a essere protagoniste di “La terra scordereccia”, documentario che sarà presentato venerdì 13 ottobre a Macerata, in occasione del Festival delle generazioni, da Giorgio Cingolani, antropologo, regista e docente all’ateneo maceratese. La particolarità del lavoro del regista recanatese? La presenza, all’interno delle testimonianze raccolte e messe in video, di alcuni migranti che hanno vissuto in prima persona l’esperienza del sisma. “Per loro lo shock è stato più forte – ha detto Cingolani – perché molti di loro provengono da zone in cui i terremoti sono molto meno frequenti”. Quello che ne risulta è un racconto ampio, che ha coinvolto sia studenti stranieri, sia famiglie da poco stabilite in Italia, sia seconde generazioni.  

Raccontare un evento sismico focalizzandosi sul suo aspetto più strettamente umano, per dare vita a una riflessione collettiva, senza addentrarsi più del necessario nelle questioni politiche riguardanti la ricostruzione: questo è stato l’intento principale di Cingolani nella realizzazione del suo lavoro, commissionato dalla sede marchigiana di Associazione nazionale oltre le frontiere (Anolf), che si occupa di favorire l’apertura della società attraverso la multietnicità e la valorizzazione delle specificità etniche, culturali e religiose. “Essendo marchigiano avevo vissuto in prima persona l’esperienza del terremoto – spiega il regista –: la richiesta di Anolf ha toccato la mia sensibilità”. Cingolani è così tornato nel cratere, quello causato dalla prima scossa del 24 agosto e allargato da quella del 30 ottobre, a sei mesi da quest’ultima. Quello che ha potuto fissare su pellicola è stato uno scenario ancora distrutto dalle scosse, con le macerie a terra e gravi difficoltà a ricominciare, in cui l’incertezza rimane il sentimento predominante. Ma anche il terremoto ha permesso, seppur per poco tempo, di abbattere il muro di diffidenza che spesso separa italiani e migranti. “Le scosse sono state un’esperienza che ha creato una grande condivisione di solidarietà reciproca – continua Cingolani –: un ragazzo indiano che frequenta le scuole superiori e che non ha subito danni ci ha raccontato che il suo primo pensiero sono stati i suoi compagni italiani che avevano perso la casa”. 

Sono stati i più giovani a partecipare con maggiore entusiasmo alla realizzazione del documentario, gli studenti e i migranti di seconda generazione. Tra loro anche Narcisse Martin Lekemo, camerunense, studente al terzo anno di farmacia all’Università di Camerino: le scosse lo hanno sorpreso mentre stampava la sua tesi di laurea in copisteria e, superato un primo attimo di smarrimento, il sangue freddo gli ha permesso di portare in salvo se stesso e l’impiegata del negozio. “Alcune famiglie straniere non hanno voluto comparire nel documentario né raccontare la loro esperienza, tanto sono rimaste turbate dal terremoto”, ammette però Cingolani, dando testimonianza dello sconvolgimento, anche interno e morale, che i sismi dell’Italia centrale hanno causato nella popolazione, indifferentemente italiana o straniera. 

Alcuni estratti di “La terra scordereccia” saranno proiettati, alla presenza del regista, all’interno dell’edizione 2017 del Festival delle generazioni, che venerdì 13 ottobre farà tappa a Macerata, nell’Aula blu del polo Pantaleoni dell’ateneo cittadino, alle 9.30. In programma una tavola rotonda in cui, oltre al documentario, il tema sarà “Oltre le frontiere: generazioni e culture”. A intervenire a parte Giorgio Cingolani, il rettore Francesco Adornato, il docente di sociologia economica Emmanuele Pavolini, il segretario regionale della Cisl Sauro Rossi e la responsabile del sistema informativo politiche sociali e del sistema di statistiche regionali del settore sociale Maria Elena Tartari. (Simone Lippi Bruni)

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