Figli adottivi in piazza per conoscere la "mamma segreta"
ROMA - Scenderanno in piazza proprio domenica 10 maggio - festa della mamma - per rivendicare il diritto di conoscere la propria “madre segreta”: a Roma in Piazza Montecitorio, tra via Colonna Antonina e l’Obelisco, dalle ore 11 alle ore 14 il Comitato nazionale per il diritto alla conoscenza delle origini biologiche organizza una manifestazione a cui parteciperanno centinaia di figli adottivi non riconosciuti. Sono 90 mila le mamme che si sono avvalse della legge sulla segretezza del parto dal 1950 ad oggi e circa 400 ogni anno in Italia i nati non riconosciuti (60 anni fa erano circa 5.000).Chiedono che sia rispettato il loro diritto a conoscere e tempi celeri per l'iter della legge. “Saremo in piazza per gridare che siamo stanchi e delusi”, sottolinea il Comitato, che ha scelto la via della protesta in piazza “contro l’inerzia e la cattiva volontà della Commissione Giustizia che, ancora una volta, ha bloccato la discussione sulla modifica alla legge 184/83, richiesta anche dalla Corte Costituzionale, con Sentenza n. 278/2013, per consentire l’accesso alle proprie origini”, spiegano i promotori.
La sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato l' "irreversibilità" del segreto del parto incostituzionale, perché contrasta con gli articoli 2 e 3 della Costituzione. In particolare "in nome del diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini" ha dichiarato illegittimo l’articolo 28, comma 7, della Legge 4 maggio 1983 n. 184. Il comma in questione ad oggi non prevede la possibilità di interpellare, su richiesta del figlio, le donne che al momento del parto avevano dichiarato di non voler essere nominate, se non c’è la revoca di tale dichiarazione. La questione di illegittimità era stata sollevata dal Tribunale per i minorenni di Catanzaro sulla base di un pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo, che aveva accolto il ricorso di una donna italiana, venuta a conoscenza della propria adozione solo al momento del divorzio. Ora il legislatore dovrà adeguarsi al dettato della Corte Costituzionale, ma i tempi sono inevitabilmente lunghi perché, dopo i passaggi in Commissione, il nuovo testo dovrà approdare in Aula, prima alla Camera e poi al Senato.
Da subito la sentenza della Corte Costituzionale ha allarmato le associazioni: in prima fila nella difesa della segretezza del parto l'Anfaa, Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie, che sottolinea "validità e eticità" della legge 184. Per l'associazione il rischio più grande, introdotto dalla una eventuale modifica delle legge, riguarda la tutela dei nati, perché le donne in difficoltà, "non avendo più fiducia nell’assoluta riservatezza delle strutture sanitarie, potrebbero non andare più in ospedale e partorire quindi in condizioni inidonee". Ma, allo stesso tempo, secondo l'associazione, non è possibile sottovalutare il rischio di turbare profondamente l'equilibrio del genitore che non ha voluto riconoscere il proprio nato, a cui a distanza di anni viene chiesto di "rileggere le pagine dolorose del suo passato". L’associazione delle famiglie ha lanciato una petizione in difesa delle “mamme segrete” e lanciato un appello perché venga esclusa la retroattività della norma.
Di tutt’altro avviso il Comitato, che scende in piazza “per ribadire che chi non fa il suo dovere, cioè l’interesse dei cittadini e, soprattutto delle minoranze, non fa buona politica. Per dire alla stampa e alle televisioni ‘chi siamo’ e ‘cosa vogliamo’. Per esigere che siano uniformate le prassi dei vari Tribunali per i minorenni d’Italia secondo una regolamentazione giusta ed unica, che non crei differenze tra i cittadini a seconda del luogo di residenza. Per conoscerci, parlare, fischiare, cantare e scandire, tutti insieme, il nostro Diritto alla conoscenza”. Il Comitato ha lanciato una petizione Per il diritto alla conoscenza delle proprie origini nel 2012 che ad oggi ha raccolto oltre 2890 firme. (cch)