27 luglio 2021 ore: 08:56
Salute

Firenze, campagna di vaccinazione per i senza dimora

Il Comune di Firenze, tra i primi in Toscana, lancia una campagna di vaccinazione per le persone vulnerabili. Le operazioni sanitarie sono partite nei giorni scorsi e finora, grazie all’impiego delle Unità speciali di continuità assistenziali (Usca), hanno permesso di vaccinare circa 120 soggetti fragili

FIRENZE - Vaccini a tappeto per senza dimora e ospiti delle strutture di accoglienza. Il Comune di Firenze, tra i primi in Toscana, lancia una campagna di vaccinazione per le persone vulnerabili. Le operazioni sanitarie sono partite nei giorni scorsi e finora, grazie all’impiego delle Unità speciali di continuità assistenziali (Usca), hanno permesso di vaccinare circa 120 soggetti fragili, ospiti presso la casa di accoglienza Madre Teresa di Calcutta, la struttura Villa Carmen, lo Sprar per richiedenti asilo di via Caccini e alcuni Centri di accoglienza straordinaria per migranti della città.

Nelle strutture d’accoglienza gestiti dal Comune ci sono circa 1.200 persone, per strada i senza dimora stabili sono una settantina, mentre altri 200 dormono tra Firenze e altre città. L’obiettivo di Palazzo Vecchio è quello di vaccinarli tutti prima possibile. Ma non è semplice raggiungere le persone senza dimora e, soprattutto, non è semplice convincerli a vaccinarsi. Per questo, proprio in questi giorni, le unità di strada del Comune stanno battendo il territorio per rintracciare le persone che dormono per strada per dare loro informazioni sul vaccino e sull’importanza di vaccinarsi. Dopodichè, entro la metà del mese di agosto, è previsto un “Vaccino Day” per tutte le persone in difficoltà al presidio sanitario di Santa Rosa, per poi replicare la giornata anche presso l’albergo popolare.

“Tutelare la salute dei cittadini è una priorità assoluta – ha spiegato l’assessore comunale alle politiche sociali - ancor di più garantire quella delle persone più fragili. Per questo, abbiamo deciso di portare avanti le vaccinazioni delle persone che sono ospitate nelle strutture di accoglienza e dei senza dimora. L'attenzione verso quei cittadini che vengono considerati invisibili è ciò che qualifica una città come una comunità accogliente e solidale”.

 

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