11 marzo 2014 ore: 14:28
Giustizia

Firenze, il rugby entra in carcere

Al via nell’istituto penitenziario di Sollicciano il progetto ‘Rugby in carcere: la meta è oltre’. I detenuti verranno formati in questa disciplina. La vicepresidente della Regione Toscana Saccardi: “Rugby è scuola di vita”
Partita di rugby, mischia

boxFIRENZE – Il rugby entra nel carcere di Sollicciano grazie al progetto 'Rugby in carcere: la meta è oltre'.  . L'attuazione del progetto avverrà secondo alcune tappe. La prima prevede l'organizzazione di una partita di rugby, tra due squadre di alto livello, all'interno della struttura penitenziaria, con l'obiettivo di presentare il progetto e suscitare curiosità ed interesse tra i detenuti. Successivamente, raccolte le adesioni, prenderanno il via gli allenamenti: la frequenza sarà stabilita in base alle regole organizzative di Sollicciano. Una volta che i detenuti avranno appreso le basi saranno organizzate partite esterne, con realtà toscane e fiorentine. Contemporaneamente i detenuti saranno coinvolti in attività collaterali, come proiezioni di film e visioni di partite importanti. Una costante attività di monitoraggio permetterà agli organizzatori di valutare l'efficacia del progetto ed i correttivi da apportare. Rilevante sarà anche la capacità di sviluppare relazioni e partnership con società fiorentine e toscane di rugby.

Il progetto è realizzato da Centro Sportivo Italiano e dall'Opera Madonnina del Grappa con la collaborazione della Società Firenze Rugby 1931 e la Fir, Federazione Italiana Rugby. Al progetto hanno dato il proprio patrocinio sia la Regione che il Comune di Firenze. "Ho seguito passo passo questa bellissima esperienza – ha spiegato Stefania Saccardi, vicepresidente della regione Toscana – fin dal suo concepimento, quando ancora ero al
Comune di Firenze. Adesso siamo quasi in dirittura d'arrivo e sono davvero orgogliosa di aver contribuito ad introdurre anche a Sollicciano la pratica di una disciplina come il rugby, una sorta di scuola di vita. L'importanza di questo sport infatti va ben oltre gli aspetti tipici legati alla pratica sportiva, come benessere e forma fisica. Oltre a consolida altri principi dello sport, come integrazione e condivisione, insegna soprattutto a privilegiare il valore del gruppo rispetto al singolo, sviluppa il senso del sacrificio in favore del risultato di squadra. Regole basilari nella
vita – ha concluso la vicepresidente - ma che all'interno di una struttura come quella penitenziaria possono diventare preziosissime proprio in vista di un reinserimento sociale successivo".

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