5 dicembre 2021 ore: 13:00
Non profit

Fisco, ennesimo tentativo di colpire l’associazionismo: “Sopravvivenza a rischio”

Approvato in Senato al decreto legge fiscale un emendamento che assoggetta al regime Iva tutte le associazioni: un colpo che sarebbe mortale per molte piccole realtà. E’ lo stesso tentativo che già lo scorso anno era fallito. Forum Terzo Settore: “Norma da eliminare, il terzo settore va sostenuto e non colpito”
ROMA – Sembra uno scherzo, seppur di cattivo gusto, ma non lo è. Proprio nei giorni in cui si svolgono le celebrazioni per la Giornata internazionale del volontariato (5 dicembre), puntellata dalle parole di riconoscimento che le istituzioni dell’intero paese rivolgono al mondo del terzo settore per la preziosa opera svolta sul territorio, ecco che in Parlamento si materializza un nuovo tentativo di ostacolare l’azione delle associazioni di terzo settore impegnate sul campo.

In sede di conversione del DL fiscale, infatti, al Senato è stato approvato un emendamento che impone alle associazioni, dal 1 gennaio 2022, di essere assoggettate al regime IVA, pur non svolgendo alcuna attività commerciale. Il provvedimento prevede il passaggio da un regime di esclusione Iva ad un regime di esenzione per i servizi prestati e i beni ceduti dagli enti nei confronti dei propri soci. “Sembra – spiega in una nota il Forum del Terzo Settore - una piccola variazione, neutra economicamente, ma che invece comporta i costi di tenuta della contabilità IVA, oneri e ulteriori adempimenti burocratici”. Una norma quindi che, pur in presenza di un’invarianza di gettito fiscale, andrebbe ad appesantire di burocrazia una miriade di organizzazioni.

“Già oggi – dice la portavoce del Forum Terzo Settore, Vanessa Pallucchi - il Terzo settore sta affrontando il delicato passaggio di entrata in vigore del Registro Unico del Terzo settore, con tutte le problematiche conseguenti. L’introduzione di questo ulteriore adempimento è peraltro disallineato con la normativa oggi in vigore e produrrà disorientamento e sfiducia negli enti, soprattutto quelli più piccoli”.

E’ da notare che l’emendamento approvato in Senato è particolarmente pericoloso perché l’iter parlamentare, nei fatti, prevedeva che il testo venisse esaminato in modo approfondito solamente a Palazzo Madama, per poi passare alla Camera per una mera approvazione. Già lo scorso anno una medesima formulazione era stata proposta in sede parlamentare e poi cancellata dopo la mobilitazione promossa dal mondo del terzo settore. 

“Se l’annuncio della riforma del Terzo settore – dice ancora Pallucchi - è stato salutato con soddisfazione per l’attesa semplificazione, provvedimenti come questo producono grande delusione: esattamente un anno fa ci siamo battuti perché nella formulazione della legge di bilancio era stato inserito questo stesso provvedimento, poi fortunatamente espunto. Oggi, dopo un anno, ci troviamo di nuovo al punto di partenza. Ci auguriamo – conclude la Portavoce – che l’Articolo 5, nei commi da 15-bis a 15-quater, del DL Fiscale venga soppresso: non possiamo immaginare di gravare ulteriormente sulle nostre associazioni e di mettere a rischio la loro sopravvivenza. Il terzo settore va sostenuto, non colpito“.
 
 
© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news