Fondo non autosufficienza, definito il riparto. "A breve, erogazione alle regioni"
ROMA – Si è concluso poco fa l’incontro interministeriale per il riparto del Fondo per la non autosufficienza: presenti, presso il ministero del Lavoro, con il sottosegretario Franca Biondelli, i rappresentanti di Anci e Regioni, oltre a una delegazione delle associazioni, tra cui Fish e Comitato 16 Novembre. Il decreto, che stamattina è stato definito, fissa i criteri di distribuzione tra le regioni dei 400 milioni di euro a cui quest’anno il fondo ammonta.
“Si sono presentate le stesse problematiche dell’anno scorso – riferisce Mariangela Lamanna, portavoce del Comitato 16 Novembre, appena uscita dall’incontro – Come la destinazione di 40 milioni alle Uvm (unità di valutazione multidisciplinare) e ai Pua (Punti unici di accesso): servizi che già devono essere erogati dalle regione e che, peraltro, hanno carattere sanitario e non sociale – commenta Lamanna – non si capisce quindi – osserva – pèer quale motivo si dovessero togliere soldi al sociale per darli al sanitario. Per fortuna, siamo riusciti a riportare quei 40 milioni di euro sulla non autosufficienza: il che permetterà, chiaramente, di aiutare più persone”.
Niente di nuovo, invece, per quanto riguarda le percentuali: al riguardo, “la bozza di decreto presentato ricalca il medesimo schema dell’analogo decreto dello scorso anno: 40 per cento gravissimi, 60 gravi”, riferisce Vincenzo Falabella, presidente della Fish. Che giudica poi “apprezzabile la decisione di avviare finalmente un tavolo per la definizione del Piano per le non autosufficienze”. La sottosegretaria Biondelli ha infatti confermato l’intento di fissare un incontro a breve proprio per la definizione di tale piano, insieme ad associazioni, regioni e comuni. “Nello schema di decreto – riferisce ancora la Fish - anche quest’anno vengono riservati 10 milioni di euro per attività sperimentali che, con tutta probabilità, anche nel 2015 saranno impegnati per progetti di vita indipendente”.
Ottimismo infine per quanto riguarda i tempi del riparto: “Confidiamo che, diversamente dagli altri anni, il fondo arriverà alle regioni quanto prima – dichiara Lamanna – Come associazione – conclude – siamo soddisfatti di questo ennesimo viaggio della speranza. No ci interessa però il tecnicismo, ma che questo governo, che dice di voler fare le riforme, si impegni seriamente a fare la riforma del welfare”. (cl)