Frontex, l'Ue stanzia più fondi e chiede un maggiore coinvolgimento dei Paesi membri
Pattuglia Frontex. Pithio - Ogni notte il confine è tenuto sotto controllo dai militari di Frontex: forza multinazionale costituita dall’Europa per controllare il “perimetro“ dell’Unione Europea
MILANO - Da Mare Nostrum a Frontex: l'Italia vuole che le operazione di salvataggio nel Canale di Sicilia siano a carico dell'Agenzia intereuropea per il pattugliamento dei confini. È quanto emerge dalle parole di Angelino Alfano al vertice dei ministri dell'Interno dell'Unione europea che si sta tenendo a Milano. Sempre nel capoluogo lombardo, ma dal Palazzo delle Stelline, durante l'incontro organizzato dalla Rappresentanza della Commissione europea di Milano "Le frontiere dell'Europa: quali strategie per il futuro dell'immigrazione", al titolare del Viminale risponde Laura Corrado, vice capo dell'unità Home della Direzione Migrazione e asilo della Commissione Europea: "Si sostituirà gradualmente Mare Nostrum con Frontex", sostiene Corrado, ma aggiunge che l'agenzia"non è ancora un corpo di guardie di frontiera europea e si limita a coordinare uomini e mezzi di diversi Paesi dell'Unione". Quindi, per permettere la completa sostituzione di Mare Nostrum, servirà un maggiore coinvolgimento degli altri Paesi membri. Rispetto al 2013, Frontex spenderà 14 milioni di euro in più per la maggiore mobilitazione uomini e mezzi. Sarà più finanziata (fino a 400 mila euro in più all'anno) anche l'Europol con lo scopo di fermare sul nascere il traffico di persone.
Laura Corrado snocciola i numeri che dimostrano quanto l'Europa sia partecipe del finanziamento delle politiche sul controllo delle frontiere in Italia. Dal 2014 al 2020 l'Europa finanzierà con più di 500 milioni di euro le missioni di accoglienza e controllo dei confini in Italia, sfondando il tetto degli anni 2007-2013. Altri 30 milioni saranno destinati all'Italia, soprattutto per il rafforzamento di Frontex. Altri 25 milioni di euro sono riservati ad un fondo emergenze a cui possono attingere tutti gli Stati membri. Lo scorso anno Frontex ha speso 55 milioni in attività operative. Quaranta milioni di euro sono invece quelli investiti in Libia per il pattugliamento delle frontiere e per il contrasto ai trafficanti. La Commissione europea, spiega Laura Corrado, punta sempre ad accordi bilaterali che possano scongiurare la partenza via nave. D'altronde, già ad oggi la grandissima maggioranza degli immigrati irregolari nel continente (stimati tra i 2 e i 4,5 milioni) sono arrivati con regolari visti turistici poi scaduti.
A questo proposito, la Commissione europea sottolinea in una nota che "nei prossimi mesi" è pronta "a verificare la possibilità di ingressi protetti nell'UE". In contemporanea, la Commissione chiede un rafforzamento dei canali legali d'ingresso, in primis attuando pienamente la direttiva sui lavoratori stagionali (MEMO/13/941) e sullo scambio tra studenti e ricercatori di Paesi terzi (IP/13/275 e MEMO/13/281). (lb)