16 ottobre 2014 ore: 14:50
Immigrazione

Frontex: “Triton costerà 2,9 milioni al mese, siamo pronti a partire”

Il direttore Fernandez spiega che all’operazione hanno aderito 26 paesi e che il budget a disposizione copre fino a metà gennaio 2015. A livello operativo i migranti irregolari portati in Italia, paese ospitante dell’operazione: “A quel punto la nostra missione finisce, sul futuro decidano gli Stati”
Mauro Prandelli Evros 2 - Pattuglia Frontex

Pattuglia Frontex. Pithio - Ogni notte il confine è tenuto sotto controllo dai militari di Frontex: forza multinazionale costituita dall’Europa per controllare il “perimetro“ dell’Unione Europea

ROMA – “A Triton hanno aderito 26 paesi che hanno fornito offerte di equipaggiamento tecnico e guardie di frontiera. A questo punto Frontex dispone di risorse più che sufficienti per lanciare l’operazione”. A sottolinearlo è Gil Arias Fernandez nel corso di una conferenza stampa oggi a Roma. Il direttore esecutivo di Frontex ha spiegato che inizialmente avevano risposto solo 8 paesi, ma dopo il primo recall il numero dei paesi disposti a contribuire è salito a 15 e oggi si arriva a 26 paesi pronti a contribuire, tra questi anche paesi non Ue ma associati Shengen: “Una risposta più forte di quanto ci si aspettava” .

L’operazione Triton costerà 2,9 milioni di euro al mese e prenderà il via il primo novembre, ma per ora non si sa ancora quali saranno i porti e gli aeroporti da cui partiranno gli aerei e le navi interessati dall’operazione. “Domani a Varsavia incontrerò il capo della polizia Alessandro Pansa – spiega Fernandez – e in questa riunione verranno definiti anche questi aspetti.  Il centro di coordinamento a Roma sarà lo stesso utilizzato per le operazioni  Hermes ed Enea. Ci sarà forse qualche altro centro di coordinamento locale e probabilmente un centro a Lampedusa ma questo è ancora da definire”.

Per quanto riguarda le risorse: lo stanziamento per ora disponibile copre l’operazione Triton fino a gennaio 2015, poi verrà usato il budget previsto per il 2015. Il direttore ha poi ricordato che il bugdet per l’Agenzia è stato aumentato da 87 a 92  milioni di euro (in lieve aumento rispetto agli 87 milioni del 2014), esiste poi un fondo ulteriore di 20 milioni dell’Unione europea a cui attingere in caso di emergenza .

Fernandez ha ribadito inoltre che Frontex opererà sotto il controllo e il comando delle autorità italiane, operando a stretto contatto con la guardia di finanza, la guardia costiera e la marina militare. I migranti irregolari che verranno dunque intercettati durante l’operazione saranno portati in Italia, visto che è l’Italia lo stato ospite dell’operazione. “Il nostro compito, una volta portate le persone in Italia, finisce lì – aggiunge Fernandez – perché la nostra è un’ operazione di sicurezza sul confine. Poi sulla sorte di queste persone decideranno gli stati, ma all’inizio staranno in Italia”. Il direttore di Frontex ha inoltre escluso categoricamente che Triton possa mettere in atto respingimenti, che sono “azioni illegali”. E ha ribadito la distinzione tra Triton e Mare nostrum: “Salvare vite umane è una priorità  assoluta in tutte le operazioni di Frontex – aggiunge - ma il mandato di Triton riguarda la gestione dei confini, non siamo un'agenzia che fa ricerca e salvataggio. Se viene dichiarata un'emergenza metteremo a disposizione i nostri mezzi ma non è questa la nostra mission. L’agenzia non ha a disposizione imbarcazioni tali da spingersi fino al confine delle coste libiche come Mare nostrum”.  Il direttore esecutivo di Frontex ha infine aggiunto che all’interno di Triton partirà anche un’operazione ad hoc per contrastare il traffico di minori. (ec)

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