22 ottobre 2014 ore: 11:44
Non profit

Gay over 60, arriva lo sportello contro la solitudine e per l'aiuto legale

Presentato lo scorso marzo a Torino, ha aperto i battenti da due settimane: tra le attività dei volontari, l’accompagnamento alle persone sole, l’orientamento verso i servizi socio sanitari, l’aiuto notarile per il testamento e l’organizzazione di attività ricreative. Quattro finora le persone assiste
Gay omosessuali anziani abbracciati

TORINO - La gestazione è andata avanti per ben due anni, tra progettazione, formazione dei volontari e fase sperimentale; e ora Torino è ufficialmente la prima città italiana a essersi dotata di uno sportello di assistenza per le persone lgbt che hanno superato i 60 anni. Annunciato nello scorso marzo, il servizio “Lambda terza età” si rivolge a tutti i cittadini omosessuali che non possano contare su una rete familiare o amicale di riferimento. Al momento sono quindici i volontari pronti ad assisterli: della loro formazione, nei mesi scorsi, si è occupata la stessa associazione Lambda, in sinergia con la fondazione Sandro Penna. 

“Attualmente - spiega Enzo Cucco, presidente di Lambda - i nostri servizi sono relativi quasi esclusivamente all’accompagnamento: cerchiamo di alleviare la solitudine e l’isolamento sociale di queste persone, semplicemente frequentandole e tenendo loro compagnia”. Un isolamento che è di certo più frequente tra quanti si sono trovati a fare i conti con la propria omosessualità negli anni 60, rispetto a oggi:  “perché - precisa Cucco - anche se non esiste una correlazione certa e dimostrata, è tendenzialmente vero che coloro che, nel corso della vita, hanno scelto di uscire allo scoperto sono stati poi in grado di creare una relazione più accogliente con la famiglia d’origine e con il contesto sociale. Il problema è che, all’epoca, il coming out non era così diffuso: e quindi tra gli anziani lgbt non è raro incontrare casi di persone che hanno finito per andare incontro a forme di solitudine più o meno marcata”.

Al momento, si stima che siano tra i 14 e i 28mila i torinesi lgbt che hanno superato i 60 anni: di questi, circa 7mila vivono da soli ed è soprattutto a loro che “Lambda terza età” si rivolge. Le situazioni più difficili, secondo Cucco, riguardano i transgender “che, ieri più di oggi, sono passati attraverso un vissuto di grande marginalizzazione, che con l’età tende ad acuirsi piuttosto che a risolversi”. 

Le aree di intervento del servizio saranno essenzialmente quattro: oltre all’accompagnamento, l’assistenza notarile a chi inizia a pensare al suo testamento, l’organizzazione di attività ricreative e di socializzazione e l’orientamento ai servizi per la terza età offerti dalla sanità e dall’associazionismo cittadino. Viene spontaneo chiedersi, a questo proposito, quali siano i rapporti con l’associazionismo di matrice cattolica, che, a Torino come nel resto d’Italia, ricopre una buona parte del terzo settore. “Noi - spiega Cucco -, ci siamo interfacciati soprattutto con l’Auser, che si è dimostrata una realtà molto aperta rispetto a questo tipo di temi. Ma è altrettanto interessante notare come il documento che, a livello europeo, ha fornito le linee guida a riguardo sia stato sottoscritto anche da Age, un forum europeo per i diritti delle persone anziane che è composto da associazioni cattoliche. I cui vertici si sono detti disponibili a continuare a collaborare con Iliga Europe, il coordinamento internazionale delle associazioni lgbt che è stato il primo promotore della piattaforma”.

Le aree di criticità evidenziate dal documento riguardano situazioni ormai ben note: oltre all’isolamento sociale e alla solitudine c’è, ad esempio, l’impatto negativo che la mancanza di un riconoscimento legale ha sulla sicurezza finanziaria e l’accesso a numerose forme di welfare per le coppie omosessuali. Per quanto riguarda i transessuali, invece, viene evidenziato il modo in cui lo stigma possa influenzarli quando arriva il momento di rivolgersi alla sanità pubblica per specifici problemi di salute.  “Per questo - precisa Cucco - i nostri volontari sono formati anche a indirizzarli verso gli opportuni servizi sociali e sanitari. Il nostro, però, è e resterà un intervento di tipo leggero: non vogliamo in alcun modo sostituirci alla sanità, perché questa dev’essere aperti a tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale”.

Attraverso il passaparola, prima ancora che lo sportello telefonico aprisse, i primi quattro assistiti erano già stati presi in carico: si tratta, in genere, di persone sole, che attraverso Lambda stanno cercando  di recuperare una dimensione di maggiore convivialità.  “Soltanto uno dei casi - conclude Cucco - ha richiesto un intervento più complesso: si tratta di una persona anziana che ci ha chiesto aiuto in merito a un episodio di stalking. Per qualche tempo ha avuto una relazione con un uomo più giovane, che non ha accettato la fine della storia, iniziando di fatto a perseguitarlo. Episodi del genere sono molto frequenti: una volta tamponata l’emergenza, con l’ascolto e un eventuale supporto di tipo psicologico, il nostro compito è indirizzare chi ne è vittima verso le forze di polizia o verso la soluzione più opportuna”.  Chi volesse rivolgersi allo sportello può chiamare ogni mercoledì, dalle 18 alle 20, allo 011/0361121. Per informazioni: www.lambdatorino.it  (ams)

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