23 luglio 2014 ore: 17:26
Non profit

Gaza, Oxfam: “Un bambino ucciso ogni ora”

Il responsabile emergenze umanitarie Sansone: "Un dato agghiacciante che non solo deve far riflettere, ma portare la comunità internazionale ad imporre un immediato cessate il fuoco"
Wissam Nassar/www.gvc-italia.org Gaza - Bambino disegna missili alla lavagna

Foto di Wissam Nassar/www.gvc-italia.org

Foto di Wissam Nassar/www.gvc-italia.org
Gaza - Bambino disegna missili alla lavagna

Roma -Continua la spirale di tragedie umanitarie a Gaza e, a farne le spese, sembrano essere bambini e civli. “Al momento a Gaza un bambino rimane ucciso ogni ora. Un dato agghiacciante che non solo deve far riflettere, ma portare la comunità internazionale ad imporre un immediato cessate il fuoco”- dichiara Riccardo Sansone, responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia. Secondo i 34 operatori di Oxfam, al lavoro in supporto della popolazione, il 74 per cento delle oltre 600 vittime palestinesi è rappresentata da civili, mentre il numero dei feriti sta per superare, in queste ore, quota 4000.

Il numero bambini rimasti uccisi nella Striscia è salito a 147 nelle ultime ore, mentre sono 116 mila quelli rimasti vittima dei traumi del conflitto. Aumentano anche i numeri degli sfollati che, non avendo un posto sicuro, stanno evacuando la zona o stanno trovando riparo in strutture giudicate sicure. “Oltre 120 mila persone a Gaza hanno dovuto abbandonare le loro case, ma i confini sono chiusi e le persone non hanno un posto sicuro in cui andare, la maggior parte di loro si è accampata nelle circa 90 scuole della Striscia. Circa il 44 per cento del territorio di Gaza è stato dichiarato zona di evacuazione, mentre il restante 56 per cento continua ad essere ad alto rischio, a causa dei continui attacchi aerei”, continua Sansone.

I bombardamenti non stanno risparmiando neanche gli operatori sanitari e, con questi, le strutture mediche, privando la popolazione di quei luoghi in cui reperire beni essenziali alla sopravvivenza. “Un quadro che non sta risparmiando nemmeno le strutture mediche, che lavorano in soccorso della popolazione, dato che 18 strutture tra ospedali, cliniche e ambulanze sono state colpite dai bombardamenti, mentre 26 operatori sanitari della Mezzaluna Rossa palestinese sono stati feriti”.

Stanno per terminare le scorte di cibo e acqua e oltre 135.000 persone hanno necessità di un’immediata assistenza alimentare, mentre i panifici di Gaza, si stima, hanno a disposizione derrate per un’altra settimana soltanto. A quella alimentare, si unisce anche la tragica emergenza idrica: sono circa 1,2 milioni, due terzi della popolazione, le persone che, a Gaza, vivono con la metà della capacità di erogazione dell’acqua.

Oxfam sta provvedendo ad oltre 20 mila civili, che non hanno più casa, acqua, cibo e beni di prima necessità. E sale anche il conteggio degli israeliani uccisi, in seguito ai duri scontri tra Hamas e Israele: 29 le vittime, di cui 2 civili adulti. (Maria Panariello)

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