28 agosto 2024 ore: 13:55
Società

Genova, interviene il comune: rimandato lo sfratto di nonna Armanda

Nonna Armanda e la figlia Simonetta potranno rimanere nella loro casa, di via Crocco 5, sulle alture di Castelletto a Genova, fino al prossimo 15 novembre. Lo sfratto esecutivo è stato ufficialmente rinviato...

GENOVA - Nonna Armanda e la figlia Simonetta potranno rimanere nella loro casa, di via Crocco 5, sulle alture di Castelletto a Genova, fino al prossimo 15 novembre. Lo sfratto esecutivo è stato ufficialmente rinviato dall'ufficiale giudiziario, considerata la mediazione dell'ufficio politiche abitative del Comune di Genova e le possibili conseguenze per l'ordine pubblico, dato il presidio fin dalle prime ore della mattina organizzato davanti all'abitazione dal Sunia e da Genova Solidale. Una mattinata infinita, iniziata poco prima delle otto, e terminata quando si stavano avvicinando le 13, con una trattativa lunghissima andata avanti per ore sulle scale dell'immobile. I proprietari dell'appartamento, che vantano un credito di circa 25.000 euro dalle affittuarie morose, hanno accettato il compromesso: per evitare che Nonna Armanda, quasi 90enne, allettata e invalida al 100%, e la figlia finissero in strada, il Comune si è detto disponibile a intervenire con 5.000 euro del fondo per la morosità incolpevole, a cui si sommeranno 1.500 euro che le due donne assicurano di riuscire a trovare.

Una cifra che non basta a rifondere i 33 mesi di affitti arretrati non pagati, ma che alla fine i proprietari, anche attraverso il loro avvocato, hanno deciso di accettare per provare a porre fine a una situazione che va avanti da novembre 2021, quando le due inquiline hanno smesso di pagare i 600 euro al mese di affitto. A complicare la mattinata, la particolare coincidenza di un doppio sfratto: stesso caseggiato, stesso piano, stessi proprietari, stesso ufficiale giudiziario. Una dependance dell'appartamento principale in cui vive nonna Armanda, affittato a un signore di mezza età che non si è fatto trovare in casa, in debito di circa 15.000 euro: in questo caso, sono intervenuti fabbro e carabinieri e hanno riconsegnato l'appartamento ai proprietari.

La mattinata inizia di buonora con Simonetta che si affaccia alla finestra: "Grazie a tutti per essere venuti". Una ventina le persone che si alternano davanti al portone, tra rappresentanti del Sunia e di Genova solidale, ma anche di altre sigle della Cgil, come i pensionati e la Fiom. Simonetta e la mamma sono qui in affitto dal 2017, ma da 33 mesi non lo pagano più, cioè da quando la prima è rimasta senza lavoro, non lo ha più cercato per prendersi cura giorno e notte dell'anziana malata ed entrambe hanno iniziato a vivere solo con la pensione di Armanda: 1.200 euro al mese. La tensione è palpabile, ma non si va oltre qualche parolaccia di troppo tra i manifestanti e i proprietari, che arrivano attorno alle 11 con avvocati, ufficiale giudiziario, fabbro e medico legale, mentre carabinieri e Digos controllano l'ordine pubblico.

"Non ci pagano l'affitto da novembre 2021- racconta il proprietario, che ha rinviato di 24 ore il funerale del padre per essere presente stamattina- dopo sei mesi abbiamo avviato le procedure di sfratto. Abbiamo mandato alla figlia i moduli per chiedere l'accompagnamento della madre e l'aiuto del fondo comunale per la morosità incolpevole. Ma non ha fatto niente e non ci ha più dato neanche 50 euro". L'uomo racconta che "tra questo appartamento e quello a fianco ci devono 40.000 euro: ci ho messo vent'anni a comprare questa casa e beneficenza ne ho già fatta abbastanza, considerato che gli arretrati non li vedrò mai". La mediazione sembra difficile. "Il problema non è la signora anziana e malata- sostiene la moglie del proprietario, avvocato- ma che la figlia viva sulle spalle della sua pensione". Insomma, dicono i coniugi, "se avessero chiesto l'accompagnamento avrebbero 1.800 euro al mese sufficienti per una sistemazione più che dignitosa per Armanda, mentre la figlia avrebbe potuto cercare un lavoro".

Tra l'altro, aggiungono, "Simonetta non ha mai ritirato le raccomandate proprio perché sapeva benissimo che erano l'avviso di sfratto: avrebbe avuto tutto il tempo per chiedere aiuto al Comune". E' a quel punto che la donna esce di casa e implora una proroga: "Vi prego, per favore, non so dove mettere la mamma. Sono sola con una donna handicappata: che cosa devo fare? Sono disperata, sto cercando di fare il possibile. Non ho soldi- piange Simonetta- sto cercando una soluzione con il Comune. Ho chiesto l'accompagnamento nel 2021 e non me l'hanno dato. Solo da un mese so dello sfratto e sto facendo di tutto". Ma per i proprietari sono bugie. Lo stallo sembra destinato a durare all'infinito, ma la trattativa portata avanti in parallelo dall'avvocato dei proprietari, Enrico Montobbio, e il Comune, alla lunga dà i suoi frutti. Lo sfratto si fa, ma nell'appartamento a fianco: Simonetta e nonna Armanda hanno ancora un po' di tempo per trovare un'altra sistemazione.

"Il nostro compito non è dire ha ragione tizio o caio, ma evitare che ci siano altre persone che restino senza un tetto: deve intervenire il Comune che ha 30.000 case sfitte", sintetizza Gianni Senili del Sunia e di Genova solidale. Non c'era il segretario del Sunia e storico segretario della Fiom Genova, Bruno Manganaro, in convalescenza: "Il messaggio che lasciamo oggi- commenta a fine mattinata alla Dire- è che ci saremo ogni volta che uno sfratto rischierà di portare delle persone a vivere in strada o di far morire qualcuno abbandonato a se stesso". Manganaro esorta "le istituzioni ad attivare un tavolo perché queste situazioni siano intercettate e prese in carico prima che sia troppo tardi e si arrivi, come oggi, allo sfratto esecutivo. Non è di questa società la possibilità dell'affitto gratuito, ma di fronte al diritto alla proprietà c'è anche quello a non finire per strada". (DIRE)

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