20 novembre 2014 ore: 13:05
Società

Giardino Pigneto, il comune non può custodirlo: ci pensi il volontariato

Ieri pomeriggio l’occupazione flash dell’area giochi sovrastante la stazione della metro C. Solo il consigliere Carella per le istituzioni: “Tra una settimana lo prenderà in carico il dipartimento, entro 15 giorni l’apertura. Ma bisogna trovare chi apra e chiuda”
giardino pigneto

ROMA – “Un giardino è come un libro: chiuso non serve a niente”, “Questo non è che il debutto: giocheremo dappertutto”: sono alcuni degli slogan stampati sugli striscioni che da ieri sera sventolano dentro il cosiddetto “giardino proibito” del Pigneto, quello che si trova proprio di fronte l’ingresso della scuola E.Toti e che sovrasta la nuova stazione della metro C, ormai prossima all’apertura. Ieri centinaia di abitanti del quartieri, soprattutto genitori e bambini, hanno bloccato la strada davanti al giardino, occupandola con gessetti colorati e palloncini. Una protesta sotto forma di festa, per chiedere ancora una volta che quel giardino, chiuso da 8 anni e ormai concluso, sia finalmente aperto. Verso le 17, un papà armato di pinze ha slacciato il fil di ferro che tiene chiusa la recinzione metallica del giardino e decine di bambini hanno “assaggiato”, per qualche minuto, quello spazio verde finora guardato con desiderio “attraverso le sbarre”. 

- In rappresentanza delle istituzioni, è intervenuto, a titolo personale, solo il consigliere di maggioranza Marco Carella, che a nome dell’assessora municipale all’Ambiente Giulia Pietroletti ha “portato una buona notizia: l’apertura del giardino entro 15 giorni”. La promessa non ha però convinto i genitori presenti: “Vogliamo una data – hanno detto – Ci sono ancora troppi nodi da sciogliere, non crediamo alle parole, qui serve un impegno scritto”. Tra i nodi da scogliere, c’è l’installazione di panchine e cestini e la messa in sicurezza dell’accesso alla scuola, per ora molto pericoloso a causa del traffico non regolato da opportuna segnaletica. Più complessa ancora, però, è la questione della custodia del giardino, sulla quale pure Pietroletti si era espressa: “Da tempo il Servizio Giardini non ha più i mezzi per svolgere questo compito. La nostra idea è quella di creare una partnership con i cittadini, come già abbiamo fatto per altri parchi e giardini del Municipio. La priorità è quella di aprire questo spazio ma visto il contesto di degrado e criminalità non può assolutamente essere lasciato incustodito”. 

“Non accettiamo questo ricatto e respingiamo con forza questo invito – ha detto uno dei papà presenti - Non possono i cittadini assumersi una responsabilità come questa! E le istituzioni non dovrebbero neanche chiederlo! Da una parte l’assessora sottolinea, giustamente, che siamo in un contesto di degrado e criminalità e che quindi l’area non può restare incustodita; dall’altra si vuole affidare a volontari il compito di gestire l’apertura e soprattutto la chiusura di questo giardino, con tutti i rischi che questo comporta. Diciamo un no fermo a questa delega: le associazioni non possono sostituire le istituzioni. A ciascuno il proprio compito”. “Si affrontino i problemi che sono all’origine del degrado, si trovino le risorse per custodire quest’area – ha ribadito una mamma - come accade per la vicina Villa Fiorelli, o per le più lontane Villa Ada e villa Pamphili: lì, non sono certo le associazioni a proteggere le aree verdi dal degrado e dalla criminalità”. “Dove le istituzioni latitano, dilaga il degrado – ha affermato un’altra mamma - Corcolle, Tor Pignattara e Tor Sapienza, dovrebbe avercelo insegnato”. 

Preso atto delle obiezioni dei cittadini, Carella ha quindi assicurato: “se le associazioni non sono disponibili a prendersi questo compito, è chiaro che se ne farà carico il Servizio giardini del Comune”. “Allora – hanno reagito i manifestanti – siamo di fronte all’ennesimo rimpallo di responsabilità tra municipio e comune. E’ incredibile che non si trovi, in una città come Roma e in un quartiere ‘a rischio’ come il Pigneto, il modo per proteggere un giardino sopra la metro e davanti a una scuola…” 

Prossimo appuntamento per una nuova festa di “inaugurazione dal basso” mercoledì 3 dicembre. “Sperando che questa volta amministratori e responsabili facciano il loro dovere”, conclude un papà, riordinando l’area alla fine della festa. (cl)

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