Gioco d'azzardo, Legautonomie: "Più ricerca per stimolare la prevenzione"
A questo si aggiunge la creazione di un Piano sanitario integrato a livello locale: "È un aspetto fondamentale – nota Fioroni – ma questo significa che Regione Lombardia deve mettere in campo dei finanziamenti. Uno dei limiti del decreto Balduzzi, oltre al mancato finanziamento delle cure contro la ludopatia, è che non ha nemmeno indicato chi se ne deve occupare. Sono i Sert, i servizi per le tossicodipendenze, oppure quelli per chi ha problemi psichiatrici? Se lo facesse il Pirellone sarebbe già moltissimo".
Altro punto su cui insistere è il coinvolgimento di altri attori: "La Regione deve insistere per ottenere uno stretto rapporto di lavoro con i sindaci e aprirsi alla collaborazioni con altri, dalle università al terzo settore, capaci di dare un loro contributo nella ricerca e nel contrasto".
Prima dell'estate il gruppo di lavoro capitanato da Lega autonomie e Scuola delle buone pratiche per la realizzazione di una proposta di legge nazionale contro il gioco d'azzardo dovrebbe produrre un primo documento. "Nella legge nazionale chiederemo di mettere mano alle modalità per le concessioni, inseriremo uno strumento per il controllo flussi finanziari delle società che si occupano di gioco d'azzardo, daremo maggiori poteri ai sindaci, vieteremo la pubblicità e metteremo l'accento sulle cure", anticipa Angela Fioroni. Discorsi che vanno molto oltre la richiesta di una distanza minima da luoghi sensibili come oratori o centri anziani, tema tanto di dibattuto quando è stato approvato il decreto Balduzzi. "È un simbolo, perché la continua tentazione ovviamente spinge chi ha dipendenza a giocare – spiega Fioroni -. Per ciò che stiamo scoprendo, infatti, sarebbe molto più opportuno che si creassero dei luoghi per il gioco, dove ci si reca solo per questo motivo, piuttosto che permettere questa diffusione capillare delle macchinette". (lb)