30 dicembre 2014 ore: 10:30
Società

Gioco per conoscere i paesi che tutelano le persone trans

"Trans rights Europe card game" fa conoscere quali dei 49 Stati europei sono i più virtuosi sui diritti Lgtb. Vince chi riesce a ricordare il maggior numero d’informazioni su libertà di espressione, protezione legali contro pregiudizi e violenze e condizioni per il riconoscimento del genere
Trans rights Europe card game
Trans rights Europe card game

BOOGNA - Quali sono i Paesi europei più avanzati in tema di diritti per le persone transgender e quali invece quelli più indietro? La risposta si può trovare in maniera divertente grazie al gioco Trans rights europe card game 2014. Un gioco da tavolo in cui i concorrenti devono memorizzare le informazioni scritte sulle carte riguardanti i diritti e la condizione in cui vivono i transgender di 49 Stati europei. Ogni carta è dedicata a un Paese. E riporta i più rilevanti dettagli su: libertà di espressione, protezioni legali contro pregiudizi e violenze, condizioni per il riconoscimento del genere. Durante la partita i giocatori devono raccogliere e ricordare quante più notizie possibili in modo da conquistare più carte e guadagnare così un maggior numero di punti rispetto agli avversari.

- Il gioco è stato realizzato dall’organizzazione no profit Tgeu, Transgender Europe, una rete di diverse organizzazioni a livello europeo di transgender e transessuali che si battono contro la discriminazione e a sostegno dei diritti delle persone trans. Lo scopo è di sensibilizzare i giocatori sulle condizioni delle persone trans nei diversi Stati, evidenziando così le differenze che passano tra un Paese e l’altro sul tema del riconoscimento dei diritti. Secondo il sondaggio condotto dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, su un campione di 93 mila persone Lgbt maggiorenni, dei diversi Paesi membri, è emerso che a troppi individui è ancora negato il diritto di essere pienamente sé stessi. Questo a causa d’intimidazioni, attacchi violenti e comportamenti discriminatori che iniziano tra i banchi di scuola per poi ripetersi al momento di cercare un lavoro, una casa e nell’accesso ai servizi pubblici. (Dino Collazzo)

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