25 novembre 2014 ore: 12:38
Società

Giornalismo all’antica e nuove tecnologie: premio Cutuli ad Amalia De Simone

La giornalista napoletana tra gli ospiti del seminario “Rimozioni” alla Comunità di Capodarco dal 28 al 30 novembre, in un dibattito sui free lance. “Svolgiamo per le testate un ruolo fondamentale, che però non viene riconosciuto né tutelato”
Rs 2014. Rimozioni locandina completa

La locandina

Rimozioni - Seminario Redattore sociale 2014

NAPOLI – “Il vero giornalismo è quello che si fa sul campo, consumandosi le suole delle scarpe e rigando dritto”. Parola di Amalia De Simone, la giornalista napoletana vincitrice del Premio internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli 2014, attesa a Capodarco sabato 29 novembre (alle 18) per la tavola rotonda “Giornalismo, una professione fondata sui free lance”, insieme a Gabriele Del Grande, Stefano Liberti, Barbara Schiavulli, Francesca Borri, Raffaella Cosentino, Marina Piccone. Giornalista professionista, Amalia De Simone, realizza inchieste per Corriere.it e dirige la web radio anticamorra Radio Siani. Nei suoi reportage ha ricostruito gli intrecci tra clan, politica ed economia occupandosi spesso di rifiuti, appalti e riciclaggio. Già vincitrice di altri premi, tra cui il Premio Cronista dell’Anno, De Simone accoglie con grande emozione il Premio dedicato alla memoria della giornalista assassinata in Afghanistan nel 2001: “Una soddisfazione immensa perché Maria Grazia Cutuli era una grande persona, testimone del suo tempo e lavoro, la cui memoria continuerà a vivere nei suoi reportage. La giuria è stata molto coraggiosa ad assegnare a me e agli altri questo premio, perché tutti noi rappresentiamo un tipo di giornalismo che si fa un  po’ all’antica, sul campo, consumando le scarpe, anche se supportato dalle nuove tecnologie”.

Rs 2014. Rimozioni locandina completa

“Dedico questo premio – continua la giornalista, che collabora anche con la Rai - a chi fa resistenza. Proprio come Maria Grazia Cutuli, una donna e una professionista, capace di raccontare il risvolto sociale della guerra con grande rigore e, allo stesso tempo, con grande sensibilità”. “Faccio mia la sua lezione anche nell’affrontare questo incontro a Capodarco -  spiega De Simone - un confronto e un posto speciali che sono certa mi arricchiranno sotto il profilo umano e professionale”. “Sono stata molto contenta di avere ricevuto questo invito e sono convinta che il giornalismo abbia bisogno di momenti come questo, perché lo sguardo verso la società è sempre una componente fondamentale per chi fa cronaca e inchiesta”. “L’argomento di cui si parlerà poi – prosegue – è fondamentale per rimettere al centro il ruolo sempre più prezioso e vitale che i free lance svolgono all’interno dei giornali. Il fatto è che, pur essendo fondamentale, questo ruolo non viene riconosciuto né tutelato”.

Insomma, secondo Amalia De Simone, il seminario di Redattore Sociale, potrebbe essere un’occasione anche per riaprire una riflessione sul mestiere e sulle tutele contrattuali di chi fa il giornalista. “A Capodarco porterò la mia esperienza – conclude Amalia De Simone - quello che faccio nel mio lavoro, cioè cercare di trattare i fatti per quello che sono, rigando dritto per la mia strada senza mai abbassare la testa e cercando di offrire un racconto diverso o inedito della realtà”. La De Simone è stata citata in giudizio due anni fa dal quotidiano il Mattino per cui collaborava come precaria per una richiesta di risarcimento danni molto controversa, la testata le ha chiesto oltre 48 mila euro e la causa è ancora in corso. Ora dice di sentirsi più sicura e tutelata con il Corriere: “La mia storia è emblematica delle traversie che un giornalista deve affrontare per fare questo lavoro, ma  in fondo, anche positiva, ed è quello che cercherò di trasmettere”. (mn)

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