30 novembre 2021 ore: 10:33
Salute

Giornata Aids, in Emilia-Romagna diminuiscono le nuove infezioni da Hiv: sono 140 nel 2020

Chi contrae maggiormente l’infezione è maschio, tra i 30 e i 39 anni, di nazionalità italiana. Dalla Regione l’invito a sottoporsi al test, anonimo e gratuito, con l’iniziativa di sensibilizzazione “Mi Amo, Vi Amo. Faccio il test”
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La campagna lanciata dalla Regione Emilia-Romagna "Mi amo, vi amo. faccio il test"

BOLOGNA – Diminuiscono sempre più in Emilia-Romagna le persone che contraggono l’infezione da Hiv: i nuovi casi rilevati tra i residenti, nel corso del 2020, sono stati 140, rispetto ai 211 dell’anno precedente (-71). Purtroppo resta ancora alto il numero di chi arriva a una diagnosi tardiva: è successo nel 66 per cento dei casi, con persone già con l’Aids o in una fase molto avanzata dell’infezione al momento della diagnosi. Un problema, questo, legato principalmente a una bassa o errata percezione del rischio in alcune fasce della popolazione. Per questo, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, in programma mercoledì 1° dicembre, la Regione Emilia-Romagna, insieme a ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, il Congresso delle società scientifiche e delle associazioni che si occupano di Hiv/Aids) e HelpAids, promuove l’iniziativa di sensibilizzazione Mi Amo, Vi Amo. Faccio il test”: un invito a sottoporsi al test Hiv – semplice, anonimo e gratuito – che permette, in caso di positività, di accedere a terapie efficaci e interrompere la trasmissione del virus. La campagna viene diffusa via web, sui social media e con materiale distribuito sul territorio.

Come detto, in Emilia-Romagna, nel corso del 2020, sono state registrate 140 nuove diagnosi di infezioni da Hiv in persone residenti, con un’incidenza pari a 3,1 casi ogni 100 mila abitanti; incidenza che si mantiene più alta nel sesso maschile (4,6 rispetto a 1,7 del sesso femminile). Se si analizza il periodo 2006-2020 (dati del Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna), l’incidenza media è risultata di 7,2 casi per 100 mila abitanti: c’è dunque un trend in calo in entrambi i sessi.

Nell’intero periodo considerato le persone sieropositive diagnosticate sono prevalentemente di sesso maschile (74 per cento), nella fascia di età 30-39 anni (31 per cento) e di nazionalità italiana (68 per cento). La modalità di trasmissione principale risulta essere nell’88 per cento dei casi quella sessuale (52 per cento eterosessuale e 36 per cento omo-bisessuale); in particolare, nel 2020, la trasmissione eterosessuale risulta più alta rispetto a quella omo-bisessuale (rispettivamente 50 per cento e 36 per cento). In quasi un quinto dei casi (19 per cento) di sesso femminile, la sieropositività è stata scoperta in corso di gravidanza; in genere si tratta di donne straniere (84 per cento).

Una diagnosi precoce dell’infezione da Hiv consente di attivare tempestivamente cure efficaci. Nel periodo 2006-20, poco più della metà (52 per cento) delle persone sieropositive diagnosticate è invece giunta tardi, presentando l’Aids conclamato.

L’incidenza per classi di età mostra come le più colpite siano quelle tra i 20 e 49 anni: il fenomeno è appena rilevabile per i giovanissimi sotto i 20 anni e di minor impatto negli ultracinquantenni. Le persone straniere con diagnosi di infezione da Hiv rappresentano poco meno di un terzo (32 per cento) del totale: sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. L’incidenza degli stranieri presenta un andamento costantemente più alto rispetto a quello degli italiani, anche se la differenza si è ridotta nel tempo.

Nel 2020 i nuovi casi di Aids tra residenti in Emilia-Romagna sono stati 38. L’incidenza biennale 2019-20 (più stabile, vista la scarsa numerosità) è pari a 1,5 casi per 100 mila abitanti. Dal 1996, anno di introduzione delle terapie antiretrovirali (Arv), si è osservato un forte calo delle diagnosi e dei decessi, con un incremento progressivo del numero delle persone che vivono con una diagnosi di Aids.

“In Emilia-Romagna assistiamo ormai da anni a un calo costante di nuove diagnosi di Hiv – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –. Un trend indubbiamente positivo, frutto del lavoro di rete che stiamo portando avanti sul territorio anche con la preziosa collaborazione delle associazioni. Purtroppo, però, una percentuale ancora alta di persone scopre tardi di aver contratto il virus, a malattia ormai conclamata. I dati che il nostro assessorato da anni monitora costantemente ci dicono che è fondamentale sostenere interventi per promuovere l’uso del test e aumentare la consapevolezza dei rischi, sensibilizzando le persone e parlando dell’Hiv con franchezza, andando oltre pregiudizi e stereotipi”.

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