21 settembre 2015 ore: 12:48
Salute

Giornata Alzheimer, "più diritti ai malati e alle loro famiglie"

"Oggi e' la giornata dell'Alzheimer con iniziative diverse che si intrecciano, dai convegni scientifici alle manifestazioni di solidarieta' rivolte ai pazienti e alle loro famiglie, su tutte, pero', si estende l'ombra lunga dei tagli in sanit...

Roma - "Oggi è la giornata dell'Alzheimer con iniziative diverse che si intrecciano, dai convegni scientifici alle manifestazioni di solidarieta' rivolte ai pazienti e alle loro famiglie, su tutte, pero', si estende l'ombra lunga dei tagli in sanità e della inevitabile penalizzazione che ricadrebbe su quest'area di malati cosi' fragili e bisognosi di assistenza h 24". Così in una nota Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc).

"La perdita di memoria, il disorientamento profondo nel tempo e nello spazio, la difficolta' di riconoscere anche le persone piu' care- aggiunge la deputata- rendono questi malati particolarmente dipendenti dalla rete dei servizi socio-sanitari che coinvolge familiari e professionisti in un momento in cui le risorse in sanita' e ancor piu', le risorse nel campo del welfare, si riducono di anno in anno. E' il paradosso del nostro tempo- commenta Binetti- l'eta' si allunga sempre di piu', ma le famiglie sono sempre meno in grado di rispondere ai bisogni della cronicita' e della stessa anzianita' dei propri famigliari, e tra questi l'Alzheimer appare sempre meno gestibile a casa, perche' richiede da due a tre badanti al giorno, con un costo insostenibile per le famiglie. Per di piu' spesso nelle RSA affermano di non essere in grado di prendersi cura dei pazienti con Alzheimer per carenza di personale e le strutture private o semi-convenzionate chiedono cifre per cui non solo non basta l'intera pensione del paziente, ma i figli, generalmente un solo figlio, non e' in condizione di coprire i costi aggiuntivi".

Paola Binetti aggiunge che "il contributo del SSN alla RSA attraverso gli accreditamenti regionali, la pensione del soggetto e piccole forme di integrazione familiare non sono attualmente in grado di assicurare ad un paziente con Alzheimer una vecchiaia per lo meno serena, nel senso di assistita. E l'epidemiologia relativa a questa patologia -spiega la parlamentare- ci dice non solo che e' in aumento ma anche le forme piu' gravi e meno gestibili".

La parlamentare centrista sottolinea che "il livello di non-autosufficienza di questi pazienti cresce vistosamente piu' in fretta di quanto il SSN non riesca ad individuare soluzioni e risorse adeguate. E' la sfida che in una giornata come questa associazioni e professionisti lanciano al governo in un momento cosi' delicato come quello della legge di stabilita'. Non ci resta che sperare e mantenere alto il livello di guardia perche' qualcuno parli di questi pazienti e li tuteli in un momento in cui non hanno piu' voce ne' energie per far valere i loro diritti. Anche questi sono diritti individuali che non possono essere discriminati". (DIRE)

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