18 novembre 2017 ore: 13:48
Economia

Giornata dei poveri, Zuppi ai parroci: "Non si può non accogliere i migranti"

Il vescovo di Bologna commenta la divisione emersa tra i parroci sull'invito a pranzo per i migranti in occasione della Giornata dei poveri: "Tutte le parrocchie devono avere attenzione ai fratelli più piccoli, non come un dovere, ma per riscoprire il prossimo"
Povertà. Distribuzione pane, cibo

Bologna - Dice che non lo preoccupano i dubbi e le perplessita' di alcuni parroci di Bologna ad accogliere i migranti dell'hub a pranzo per la Giornata dei poveri. Anche perche' "ci possono essere modalita' diverse - afferma l'arcivescovo Matteo Zuppi, parlando all'agenzia Dire - ma poi tutti quanti i parroci in un modo o nell'altro non possono non scegliere" di aiutare i migranti, perche' "il Vangelo dice: ero forestiero e mi avete accolto". Parole, quelle di Zuppi, che suonano sia come una rassicurazione nei confronti di chi guarda alla Chiesa come fonte di aiuto, sia come raccomandazione nei confronti degli stessi sacerdoti, perche' non si tirino indietro rispetto all'accoglienza.

Zuppi, questa mattina al termine della messa nella basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano, in Strada Maggiore, commenta dunque con queste parole la divisione emersa tra i parroci di Bologna sull'invito a pranzo per i migranti in occasione della Giornata dei poveri. "Sono due cose diverse - riflette l'arcivescovo - una cosa e' il discorso dell'hub e non sono poche le parrocchie che accoglieranno i profughi", perche' vuol dire che ci sono anche "un'attenzione e delle modalita' concrete per poterlo fare". I parroci piu' restii, infatti, lamentano proprio la mancanza di spazi dove poter allestire il pranzo per i migranti. "Altro e' la Giornata dei poveri, su cui nessuno credo abbia dubbi - assicura Zuppi - la Giornata dei poveri ci aiuta a vivere qualcosa che dovremmo vivere tutti i giorni. Tutte le parrocchie devono avere attenzione ai fratelli piu' piccoli - esorta pero' l'arcivescovo - non come un dovere, ma per riscoprire il prossimo. Non e' un sacrificio: se il mio fratello piu' piccolo sta male, faccio di tutto per aiutarlo".

Ad ogni modo, assicura l'arcivescovo, il dibattito nato tra i parroci "non mi preoccupa. Anzi, penso sia l'inizio di una riflessione che crescera' col tempo e che si concretizzera'. Come sempre gli inizi sono piccoli, ma poi crescono". E ribadisce: "Ci possono essere modalita' molto diverse con cui si organizza, per sensibilita' o per possibilita'. Il problema e' accogliere i poveri, dopodiche' ci stanno anche i profughi? Benissimo".

Zuppi non teme neanche che il messaggio forte sull'accoglienza lasciato in eredita' da Papa Francesco nella sua visita a Bologna vada svanendo. "Tutti i Papi hanno sempre parlato di questo - sottolinea l'arcivescovo - perche' il Vangelo ce lo dice". Detta in altri termini, spiega Zuppi, il problema in questo caso non sarebbe non seguire le parole di Papa Francesco, ma non vivere il Vangelo. "E' chiaro che tutti quanti facciamo sempre fatica a metterlo in pratica- concede il vescovo- ma non dobbiamo mai stancarci e insistere perche' il Vangelo non resti una parola, ma si trasformi in fatti". (DIRE)

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