16 giugno 2022 ore: 14:17
Società

Giornata del bambino africano, Unicef: 130 milioni le nozze precoci

Nuovo rapporto dell'organizzazione. I livelli più alti nel Sahel e in alcune zone dell'Africa centrale e orientale. Sono circa 140 milioni le donne e le ragazze  che hanno subito mutilazioni genitali. "Eliminare la povertà, causa di tali pratiche"

ROMA - In Africa vivono 130 milioni di spose bambine, sia ragazze sotto i 18 anni che hanno già contratto matrimonio sia donne adulte date in sposa da bambine. Oggi, in occasione della Giornata Internazionale del bambino africano, l'Unicef ha lanciato un rapporto a livello continentale e regionale sui matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili in Africa che, come sottolinea il Fondo Onu, sono una violazione dei diritti dei bambini.

Stando alla nota diffusa, il matrimonio precoce è presente in tutto il continente, con i livelli più alti nel Sahel e in alcune zone dell'Africa centrale e orientale. Nove paesi su 10 con i più alti tassi di matrimonio precoce al mondo sono in Africa sub-sahariana, che comprende rispettivamente Niger, Repubblica Centrafricana, Ciad, Mali, Mozambico, Burkina Faso, Sud Sudan, Guinea e Nigeria. Quanto alle mutilazioni genitali femminili, sono circa 140 milioni le donne e le ragazze in Africa che sono state sottoposte a tale pratica, a di queste oltre 40 milioni hanno subito anche un matrimonio precoce.

Marie-Pierre Poirier, direttore regionale dell'Unicef per l'Africa occidentale e centrale ha evidenziato che "Porre fine al matrimonio precoce è una delle priorità chiave per l'Unicef. Per accelerare gli sforzi, dobbiamo investire in aree ad alto impatto, in particolare, ridurre la povertà, che è la principale causa dei matrimoni precoci, garantire alle bambine l'accesso a un'istruzione di qualità e all'apprendimento su larga scala, nonché un cambiamento sociale e comportamentale a favore della partecipazione piena e attiva delle bambine e delle donne alla vita sociale ed economica. Sono necessari interventi multisettoriali e contestualizzati, data la maggiore diffusione dei matrimoni precoci nelle aree rurali, tra le famiglie più povere e tra quelle con un livello di istruzione basso o nullo".

L'Unicef nella nota evidenzia che "diversi paesi in Africa hanno compiuto importanti progressi nella riduzione dei matrimoni precoci, mentre altri hanno visto una stagnazione. Conflitti, cambiamento climatico e Covid-19, che insieme hanno interrotto l'istruzione e creato shock economici, hanno esposto ancora più donne e ragazze a rischio di matrimonio precoce, poiché alcuni genitori vi ricorrono per far fronte agli effetti delle crisi".

L'Unicef prosegue: "la celebrazione di quest'anno della Giornata internazionale del bambino africano, il 16 giugno, ha come tema 'Eliminare le pratiche dannose per i bambini: i Progressi delle Politiche e delle Pratiche dal 2013'. I dati mostrano che, a livello continentale, l'Africa continua a essere in ritardo rispetto al raggiungimento dei target dell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 5.3, che prevede l'eliminazione di tutte le pratiche dannose entro il 2030. Se i progressi non verranno accelerati- sottolinea l'organismo Onu per l'Infanzia- altri 45 milioni di bambine nell'Africa subsahariana diventeranno spose bambine nel prossimo decennio, a causa della lentezza dei progressi e della crescita demografica".

Secondo Unicef "gli interventi concertati, come il Programma globale/congiunto UNicef-Unfpa per l'eliminazione dei matrimoni precoci e delle mutilazioni genitali femminili (Mgf), la campagna dell'Unione Africana per porre fine al matrimonio precoce e alle Mgf (Iniziativa Saleema) e l'Iniziativa Spotlight, sono più che mai fondamentali per il successo dell'eliminazione delle pratiche dannose nel continente".

In conclusione, per accelerare l'azione sul miglioramento dei diritti dell'infanzia in Africa, l'Unicef chiede ai Governi e agli stakeholder di: riprendere e accelerare l'attuazione degli impegni per contribuire allo sviluppo e alla realizzazione del pieno potenziale dei bambini; aumentare la risposta alle sfide emergenti del continente in materia di diritti dell'infanzia attraverso leggi e politiche che proteggano i bambini, la ricerca e l'advocacy congiunta e una maggiore supervisione da parte dei parlamenti; aumentare gli investimenti nei programmi di protezione dell'infanzia per prevenire e rispondere a tutte le forme di violenza, abuso e sfruttamento; promuovere l'inclusività e raggiungere ogni bambino, specialmente quelli che sono spesso trascurati, compresi i bambini con bisogni speciali, quelli provenienti da ambienti svantaggiati e quelli che vivono nelle aree rurali, nello spirito di non lasciare indietro nessuno; rafforzare le istituzioni continentali per costruire sistemi di protezione dell'infanzia, salute, istruzione e protezione sociale più solidi; adottare un approccio che coinvolga l'intera società, compresa la partecipazione dei bambini e delle loro comunità per catalizzare il cambiamento a favore dei bambini. (DIRE)

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