25 giugno 2014 ore: 15:28
Società

Giornata per le vittime di tortura, appello per introdurre il reato entro il 2014

In vista della ricorrenza di domani, le associazioni, tra cui Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva si rivolgono ai presidenti delle commissioni Giustizia della Camera e del Senato affinché sia colmata la lacuna dell’ordinamento italiano
Cir Progetto contro tortura Togheter with Vi.To.

ROMA - Un nuovo appello e tante iniziative da parte di Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva per domani 26 giugno, giornata internazionale per le vittime della tortura. Le associazioni si rivolgono direttamente ai presidenti delle commissioni Giustizia della Camera e del Senato perché sia finalmente introdotto, entro la fine del 2014, il reato di tortura nel codice penale italiano, una gravissima lacuna presente nell’ordinamento nazionale da oltre un quarto di secolo. L’appello, disponibile in versione integrale sul sito delle associazioni promotrici, ribadisce che “sono passati 30 anni dalla storica adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti. Attraverso quello strumento, la comunità internazionale prendeva atto dell'esistenza di un diritto assoluto a non subire tortura e di un divieto inderogabile di praticarla; e imponeva agli Stati parti norme il cui scopo è di eliminare nei fatti ciò che già all'epoca era universalmente ripudiato a parole”.

Sebbene l'Italia abbia depositato la propria ratifica della Convenzione venticinque anni fa, il nostro ordinamento giuridico tuttora non contempla (se non nelle leggi militari) un reato specifico di tortura. Da molti anni ormai, a ogni avvio di legislatura, viene presentato un certo numero di disegni di legge che si propone di introdurre tale fattispecie, senza però che l'obiettivo sia stato finora raggiunto. Nel frattempo, il nostro paese è stato oggetto di ripetute osservazioni critiche e sollecitazioni a porre rimedio a questa situazione da parte di organi di controllo internazionali ed europei. L’appello, sottoscritto da oltre venti organizzazioni, si conclude con una nuova impellente richiesta: “Chiediamo, pertanto, che il 2014 sia l’anno decisivo per l’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento nazionale, mettendo un punto ad una situazione che non fa onore al nostro paese”.

In programma per la giornata di domani varie iniziative. Alla sala conferenze della Fondazione Basso (via della Dogana Vecchia 5), dalle 16 alle 18,30, si terrà l’incontro “Tortura: punto e a capo?” tra le associazioni promotrici e rappresentanti del Parlamento sull’introduzione del reato di tortura in Italia. In seguito al dibattito, a partire dalle 19, le associazioni saranno in piazza del Pantheon per una mobilitazione di solidarietà con le vittime di tortura. Mentre in venti città italiane, gli attivisti di Amnesty International Italia organizzeranno iniziative nell’ambito della campagna globale “Stop alla tortura” e raccoglieranno firme per chiedere la fine della tortura in Messico (appello) e l’introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano.

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