24 ottobre 2014 ore: 12:45
Salute

Giovani e alcol: la prima sbronza? Tra gli 11 e i 12 anni

Il 9% degli utenti dei servizi per alcoldipendenti sono under 30. Il vino è stato sostituito dai superalcolici. Un ragazzo su 2 fa uso di stupefacenti. Tra le altre dipendenze: shopping, azzardo, cibo e social network. Se ne parla al convegno Erickson ‘Supereroi fragili’ che si apre oggi a Rimini
Christopher Pledger/Contrasto Alcolismo: binge drinking

Foto di Christopher Pledger / CONTRASTO

RIMINI – La prima sbronza a 11 anni. La vodka al posto del vino insieme a gin, rum e mescolati con bevande energetiche o succhi di frutta. Secondo il ministero della Salute, gli under 30 rappresentano il 9,1% degli utenti dei servizi per la dipendenza da alcol. E poi le droghe, 1 adolescente su 2 fa uso di stupefacenti, soprattutto cannabis. La novità è l’abbassamento dell’età della ‘prima volta’: si inizia a fumare spinelli già a 11-12 anni, mentre le pasticche vengono utilizzate a 13-14. Tra i più grandi è molto diffusa la cocaina, mentre l’eroina è in lieve ma costante diminuzione. Tra le altre dipendenze, di cui alcune nascoste e difficilmente rilevabili, ci sono lo shopping compulsivo, il gioco d’azzardo, il cibo, i social network. Secondo una ricerca inglese 6 ragazzi su 10 non si separano dal cellulare nemmeno a letto, lasciandolo sempre acceso, e il 36,7% manda sms durante la notte. Di vecchie e nuove dipendenze si parlerà nel workshop ‘Uso, abuso e dipendenza. Dalle sostanze stupefacenti alle nuove dipendenze” che si terrà oggi pomeriggio alle 16.30 nell’ambito del convegno del Centro studi Erickson “Supereroi fragili. Adolescenti a scuola tra vecchi e nuovi disagi” che si è aperto oggi al PalaCongressi di Rimini e che proseguirà anche nella giornata di domani, 25 ottobre.

“Per quanto riguarda l’uso di alcol e droghe il trend è preoccupante – dice Ulisse Mariani, psicologo e psicoterapeuta dell’Asl di Viterbo che gestirà il workshop insieme alla collega Rosanna Schiralli dell’associazione Emotional Training Center – poiché, più è precoce l’esposizione ale sostanze, più è alta la possibilità di esiti patologici”. Il motivo della diffusione di questo fenomeno tra i giovani? Secondo Rosanna Schiralli è “l’anestesia emotiva dei molti giovani e giovanissimi ovvero l’incapacità di individuare, gestire e modulare emozioni, desideri, stati d’animo, facendoli rimanere allo stato di pulsioni grezze, incontrollabili e pertanto non tollerabili”. Insomma, i ragazzi sanno che alcol e droga fanno male ma la salute è l’ultimo dei loro problemi. “La sfida – prosegue Schiralli – non è contro la morte, ma contro l’imbarazzo di vivere pienamente la vita, non potendo utilizzare in modo adeguato ed efficiente ‘droghe interne naturali’ che vanno sotto il nome di emozioni”. Quindi contro tutte le dipendenze patologiche, più che informazione o cura, “occorrono una serie di accorgimenti educativi – conclude Mariani – per mettere in circolo nei nostri figli le ‘emozioni stupefacenti naturali’, le uniche in grado di battere quelle sintetiche, esterne, a buon mercato. E questo vaccino si realizza con un’educazione emotiva”. (lp)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news