15 novembre 2017 ore: 15:46
Famiglia

Giovani fuori famiglia e legge di bilancio, “prima sperimentazione"

Si tratta di 3200 giovani che ogni anno escono dai percorsi di accoglienza in comunità e case famiglia. Presentato un emendamento: il destino dell’intervento, e quindi di migliaia di ragazzi, dipenderà dalla individuazione delle coperture finanziarie. La battaglia di Agevolando onlus
Ragazzi fuori famiglia (Penombra)

ROMA - “Crediamo che questa Legge di Bilancio debba finalmente dare seguito a un percorso lungo fatto di tanti tentativi in favore dei giovani cresciuti “fuori famiglia””. A dirlo è Federico Zullo,  presidente di Agevolando, la onlus che insieme ad altre associazioni quali Terra dei Piccoli e Fondazione Domus de Luna ha portato all’attenzione delle istituzioni la questione dei neomaggiorenni “fuori famiglia”, dando vita ad un Comitato a cui partecipano due coordinamenti nazionali (CNCA e Cismai) e due grandi associazioni (Progetto Famiglia e Sos Villaggi dei Bambini) che insieme rappresentano più di 500 Associazioni presenti in tutto il territorio nazionale. Secondo le associazioni, ben dieci ragazzi al giorno in Italia, dopo il sostegno e l’esperienza vissuta nelle case famiglia, sono oggi obbligati a cavarsela da soli per legge, perché con la maggiore età escono dai percorsi di protezione e tutela. “Gli aiuti, il sostegno, gli investimenti, i percorsi d’accoglienza, le case famiglia e poi? Troppi ragazzi vulnerabili oggi, raggiunta la maggiore età, vengono lasciati soli, esposti al rischio di marginalizzazione e povertà” – scrive l’Associazione Agevolando Onlus.

Dopo quasi dieci anni di tentativi, il Governo Italiano con la Legge di Bilancio potrebbe prevedere una prima sperimentazione in favore dei neomaggiorenni cresciuti “fuori famiglia”. “Ci siamo fatti portavoce a nome di tanti ragazzi e ragazze in Italia della tematica – spiega Federico Zullo - stiamo continuando con costanza a portate avanti anche con il gruppo ‘#5buoneragioni per accogliere i bambini che vanno protetti’ e con il Care Leavers Network, la prima rete informale di giovani cresciuti fuori famiglia”.

Si tratta di 3200 giovani che ogni anno escono dai percorsi di accoglienza in comunità di accoglienza, case famiglia e famiglie affidatarie. Giovani particolarmente vulnerabili che in questa rinnovata condizione di abbandono per sopravvivere rischiano di diventare manovalanza per i clan criminali, per il caporalato o finiscono nei circuiti della prostituzione o a rischio di sviluppare dipendenze patologiche.  Lo scorso 9 novembre, in stretta collaborazione con la Vice Presidente della Commissione Bicamerale Infanzia Sandra Zampa, i senatori Mattesini, Ferrara, Amati, Collina, Albano e Fasiolo hanno presentato un emendamento che prevede di disporre, in via sperimentale, l’istituzione di un fondo triennale complessivo di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018. Meno di 200 mila euro all’anno per regione, un piccolo ma importante traguardo per il riconoscimento e la tutela di questi giovani.

Tale proposta inizierebbe finalmente a sanare una situazione inaccettabile, che oggi alimenta il circolo vizioso della marginalizzazione e vanifica gli effetti dell'investimento che lo Stato sostiene per promuovere la crescita individuale di ciascun bambino e adolescente senza o fuori famiglia.

L’accoglienza dei minorenni in casa famiglia e in comunità è sostenuta finanziariamente dallo Stato e il costo per ogni intervento, come ha calcolato Andrea Cippone dell'associazione Terra dei piccoli Onlus e presidente del Comitato nazionale neomaggiorenni fuori famiglia, “è di circa 250mila euro a ragazzo fino al compimento del diciottesimo anno. Poi, con la maggiore età, lo Stato termina il suo intervento. Un investimento enorme che rischia di andare perso, fallendo nel raggiungimento degli obiettivi previsti solo perché è stata fissata rigidamente la data di scadenza”.

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