21 novembre 2022 ore: 11:43
Famiglia

Giovani, tre su dieci dichiarano di aver assistito a episodi di violenza

I dati dell'Osservatorio Indifesa di Terre des hommes e Oneday group. Gli episodi si sono verificati soprattutto a scuola (44%), sui social (28%) e nell'ambito della famiglia/coppia (22%). E gli adulti non prendono sul serio le denunce. "Se i più giovani hanno timore di non essere creduti nel denunciare atti di violenza significa che il mondo degli adulti sta sbagliando qualcosa nel modo in cui interagisce con loro"
Adolescenti (ragazza triste), minori, giovani, infanzia

ROMA - Generazione Z inascoltata. Il 74% dei giovani crede che studenti e studentesse vittime di violenza non vengano presi sul serio dagli adulti. A denunciarlo è l'Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group che ha coinvolto più di 10.000 ragazze e ragazzi delle community di ScuolaZoo di cui fanno parte ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni di tutta Italia. Un vero e proprio atto di accusa al mondo degli adulti visto lo scenario in cui si muovono le nuove generazioni: ben tre giovani su dieci ha infatti dichiarato di aver assistito a un episodio di violenza di genere. Il 46% a violenza psicologica, il 24% a violenza fisica, il 20% a violenza in rete, il 10% a episodi di violenza sessuale.

Un dato preoccupante emerge anche dalle risposte sul contesto in cui si è assistito a episodi di violenza: al primo posto, con il 44% delle risposte, c'è la scuola, luogo che dovrebbe essere deputato alla crescita e alla sicurezza personale. In seconda battuta seguono i social (28%): gli spazi virtuali continuano a essere luoghi pressocché privi di controllo, pieni di pericoli reali. Al terzo posto ci sono la famiglia o la coppia (22%) e infine lo sport (6%). Nonostante emerga dal sondaggio che le ragazze e i ragazzi siano circondati da diverse forme di violenza dimostrano comunque una grande sensibilità al tema e una forte volontà di cambiamento. Quasi 9 giovani su 10 ritengono che in Italia ci sia discriminazione di genere. Tra questi il 90% ritiene che il contributo dei maschi nella risoluzione del problema sia fondamentale (57%) o importante (30%).

Violenza dentro e fuori dal web

D'altra parte, parlano chiaro anche i dati del Dossier indifesa 2022 di Terre des Hommes: sono 15 milioni le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che hanno subìto rapporti sessuali contro la loro volontà da parte del proprio partner o fidanzato. Nel report emerge il dramma della violenza in rete: "l'80% delle immagini che riguardano casi di abusi sessuali su minori ritraggono ragazzine tra gli 11 e i 13 anni. Il 58% delle giovani donne e adolescenti sono state molestate online subendo diverse forme di violenza come violenza verbale, body shaming, minacce di stupro e violenze fisiche" avverte Unfpa (United Nations Population Fund). Sebbene queste forme di violenza inizino solitamente tra i 14 e i 16 anni alcune ragazze hanno denunciato i primi episodi di questa forma di violenza già a partire dagli 8 anni: la situazione si aggrava ancora di più per le ragazze che appartengono a minoranze etniche, alla comunità LGBTQIA+, per coloro che hanno una disabilità. Infine, riguardo all'esistenza di discriminazione di genere nel nostro Paese, secondo i dati del Global Gender Gap Index del World Economic Forum che misura in 146 Paesi il divario di genere in termini di partecipazione economica e politica, salute e livello di istruzione, l'Italia risulta quest'anno 63esima, dietro a Paesi come Zambia e Uganda.

"C'è uno scollamento sempre più grande tra mondo dei giovani e mondo adulto, che sembra essersi completamente dimenticato degli adolescenti. Ed è impressionante vedere come la scuola, il luogo dove i nostri figli e le nostre figlie passano gran parte del loro tempo, non sia considerato un luogo sicuro per i più giovani. Terre des Hommes continua a mettere al centro l'ascolto dei ragazzi e delle ragazze- afferma Paolo Ferrara, Direttore Generale Terre des Hommes Italia- il Network indifesa, che abbiamo creato nel 2018, è la prima rete di webradio e giovani ambasciatori contro la discriminazione e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting. Un esperimento di successo che continua oggi a promuovere la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, affinché possano sempre di più esprimere le loro idee, sviluppare i loro talenti e diventare protagonisti di questa società, che troppo spesso si dimentica di loro. Noi crediamo in loro".

"Se i più giovani hanno timore di non essere creduti nel denunciare atti di violenza significa che il mondo degli adulti sta sbagliando qualcosa nel modo in cui ascolta e interagisce con loro. Un conto è non capire il significato di un meme o di una parola del vocabolario GenZ, un altro è non mettersi nelle condizioni di saper ascoltare una richiesta d'aiuto: non possiamo permettercelo. Ed è per questo che da anni insieme a Terre des Hommes lavoriamo per scoprire e rendere noti gli scenari e i problemi delle nuove generazioni in materia di discriminazioni e violenze, nella speranza che istituzioni, aziende e famiglie possano recepire e mettere in atto azioni concrete", commenta Gaia Marzo, Corporata Communication Director e Equity partner di OneDay Group

"La partnership con Terre des Hommes Italia nel supportare il Network Indifesa è molto importante per la BIC Corporate Foundation e per Bic Italia perché dà l'opportunità ai ragazzi e alle ragazze di far sentire la loro voce utilizzando la loro forza e sviluppando le loro skill creative per affrontare i grandi problemi con i quali si confrontano oggi, emersi chiaramente dall'osservatorio Indifesa- afferma Alicia Ruiz Huidobro BIC Corporate Foundation Project Manager- "Crediamo che le webradio siano uno strumento potente in grado di aumentare la consapevolezza, l'ascolto e il dialogo con la scuola e gli adulti. Vogliamo dare la parola ai giovani affinché siano i protagonisti di un importante cambiamento che assicuri loro pari opportunità e diritti e crei un ambiente libero dalla violenza e dagli stereotipi".

Spazi Indifesa, punti d'ascolto

Ascolto, protezione e riattivazione delle risorse di donne e ragazze vittime o a rischio di violenza: sono questi gli obiettivi dei due Spazi indifesa di Terres des Hommes in Italia. Quello di Parma, creato insieme all'associazione di promozione sociale Intesa San Martino, è nato nel 2020: qui una squadra multidisciplinare garantisce supporto a chi è vittima di violenza e stalking, o si sente in pericolo. Lo spazio si chiama 'Consultami' ed è un punto di ascolto e supporto a servizio del territorio, delle famiglie, delle donne e dei minori. A Milano, nel quartiere Gallaratese, grazie al contributo di Fondazione Milan, è stato creato uno spazio multifunzionale. A beneficiarne fino ad oggi sono 262 donne, 479 famiglie e 82 bambini. Donne e ragazze vulnerabili in questo hub possono trovare attività educative per i loro figli, consulenze psicologiche e legali, corsi di educazione finanziaria. Ricevono così strumenti e competenze per acquisire maggiore autonomia, oltre all'accesso a un market solidale: lo Spazio indifesa di Milano è inserito nel sistema degli Hub di quartiere contro lo spreco alimentare.

"Per molte donne la fragilità economica è un ulteriore ostacolo per l'allontanamento da relazioni abusanti. Gli spazi Indifesa sono luoghi in cui offriamo ascolto e protezione a donne e ragazze vittime di abusi fisici, psicologici ed economici grazie ad un forte lavoro di rete con associazioni radicate sul territorio, che ci permette fornire servizi con un approccio multidisciplinare- aggiunge Paolo Ferrara Direttore Generale di Terre des Hommes Italia- Ci auguriamo che quelli di Parma e Milano siano solo i primi due di tanti altri spazi indifesa, su tutto il territorio nazionale".

Osservatorio sugli adolescenti italiani e il network Indifesa

Dal 2014 Terre des Hommes, in collaborazione con OneDay e ScuolaZoo, porta avanti l'Osservatorio indifesa, uno strumento per ascoltare la voce dei ragazzi e delle ragazze italiane su violenza di genere, discriminazioni, bullismo, cyberbullismo e sexting. Dal suo avvio a oggi più di 50.000 ragazzi e ragazze di tutta Italia sono stati coinvolti tramite i canali social di OneDay Group e ScuolaZoo, per un totale di più di 10 milioni di contatti online in quello che rappresenta, a oggi, l'unico punto d'osservazione permanente su questi temi. Uno strumento fondamentale per orientare le politiche delle istituzioni e della comunità educante italiana. (DIRE)

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