4 novembre 2016 ore: 11:11
Giustizia

Giubileo dei detenuti, il coro del carcere di Bologna canta per il papa

Il coro dei detenuti della Dozza si esibirà domenica 6 novembre alle 9 in San Pietro, prima della messa celebrata dal pontefice. Claudia Clementi (direttrice casa circondariale): “Grazie a queste esperienze molti detenuti hanno iniziato un serio percorso di recupero”
Il Coro Papageno 1

Michele Napolitano dirige il Coro Papageno

BOLOGNA – Dopo l’esibizione, lo scorso giugno, nell’Aula di Palazzo Madama, i detenuti e le detenute del carcere bolognese Dozza torneranno a Roma, questa volta per cantare all’interno della Basilica di San Pietro. Appuntamento domenica 6 novembre alle ore 9, prima della messa solenne celebrata da Papa Francesco: l’occasione sarà quella del Giubileo dei Carcerati, fortemente voluto dal Pontefice “per i detenuti, i familiari, il personale penitenziario, i cappellani delle carceri e le associazioni che offrono loro assistenza”. Il Coro Papageno – fondato nel 2011 per volontà del Maestro Claudio Abbado, sostenuto dall’Associazione Mozart14 presieduta da Alessandra Abbado – presenterà, diretto da Michele Napolitano, alcuni brani del repertorio multietnico. 

“Fare musica insieme è esercizio all’ascolto reciproco, a sua volta fondamento del vivere civile, come diceva mio padre – racconta Alessandra Abbado –. Mio padre si è impegnato ad avvicinare le persone alla musica, in luoghi dove non entra abitualmente. Il Coro Papageno della sezione maschile e femminile della Casa Circondariale Dozza di Bologna, è una delle sue iniziative. Oggi, a cinque anni dalla sua nascita, grazie anche ad alcune testimonianze dei detenuti, constatiamo che la musica davvero cambia la vita e, in quanto linguaggio universale, avvicina tra loro le persone”.  

“Da anni il Coro Papageno offre una possibilità ai detenuti – spiega Claudia Clementi, direttrice della Casa Circondariale Dozza di Bologna –. Qualsiasi siano le loro storie, qualsiasi siano le bruttezze che hanno vissuto o fatto vivere, sperimentarsi nel canto corale consente loro di riscoprirsi persone nonostante tutto, capaci in quanto tali di produrre bellezza. Dopo il concerto in Senato l’invito a partecipare al Giubileo dei Carcerati e a cantare in San Pietro sottolinea ancora di più il valore di questa esperienza, grazie a cui molti detenuti hanno iniziato un serio percorso di recupero. Costruire il regno delle possibilità è una delle magie che la musica può realizzare, ma è anche uno dei compiti dell’istituzione penitenziaria”. L’evento sarà trasmesso in diretta dal Centro Televisivo Vaticano.

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