Giustizia, in crescita i procedimenti penali e la durata dei processi
boxROMA – Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, si è recata a Strasburgo per incontrare il segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjon Jagland. Il Guardasigilli ha voluto illustrare all’Europa le misure che il nostro paese intende adottare per porre fine, o almeno limitare, le situazione incresciosa in cui versano i nostri istituti penitenziari e, conseguentemente, le decine di migliaia di detenuti in essi reclusi. Condizioni che hanno spinto proprio l’Europa a disporre delle sanzioni verso il nostro paese.
Non solo: oltre al sovraffollamento, l’Europa ci imputa anche una eccessiva lunghezza dei procedimenti penali. Ma qual è la situazione in Italia? Un riferimento in questo senso si ha dalla Relazione sull’amministrazione della Giustizia in Italia nel 2012, pubblicata a gennaio di quest’anno.
Crescono i procedimenti penali. In controtendenza rispetto al settore civile, la relazione evidenzia che il numero complessivo di procedimenti penali pendenti presso gli uffici giudiziari è aumentata del 2,2 per cento rispetto al precedente anno giudiziario. Nello specifico, gli uffici giudicanti hanno registrato un aumento dei dibattimenti mentre gli uffici requirenti hanno evidenziato una lieve diminuzione delle pendenze (-0,2%).
Durata dei processi. L’incremento delle pendenze nel settore penale incide negativamente sulla durata media dei processi, che fa registrare un allungamento dei tempi. Un allungamento piuttosto limitato in primo grado (342 giorni nel 2011 contro i 326 del 2010) e in Cassazione (218 giorni nel 2011 contro i 204 nel 2010), più significativo invece in Corte d’Appello, che si conferma, come evidenzia la Relazione, il vero “collo di bottiglia” dei sistema con 947 giorni di attesa (erano 839 nel 2010).
Sovraffollamento e misure alternative. Al 31 ottobre 2013 sono 64.323 i detenuti presenti nelle carceri italiani. Quanto alle misure alternative, al 30 settembre scorso erano in totale 21.891 le persone che beneficiavano delle misure alternative al carcere, vale a dire l’affidamento in prova, la semilibertà e la detenzione domiciliare. (daiac)
Su RS Agenzia giornalistica la scheda sulle misure alternative e sui soggetti che ne stanno beneficiando