18 gennaio 2024 ore: 14:43
Società

Giustizia. Libera: “Le politiche dell’esecutivo stanno producendo condizioni propizie per abusi di potere”

L’associazione: “La relazione alle Camere del ministro della Giustizia segna un pericoloso indebolimento dei presidi di legalità nella lotta alle mafie e corruzione faticosamente istituiti nell'arco dell'ultimo decennio. E' chiaro che le politiche dell’esecutivo stanno producendo ‘scientificamente’ condizioni più propizie per una pratica indisturbata, impunita ed estremamente profittevole di svariate forme di ‘abusi di potere per fini privati"
Giustizia, martelletto giudice, legge, diritti

“La relazione alle Camere del Ministro della Giustizia segna un pericoloso indebolimento dei presidi di legalità nella lotta alle mafie e corruzione faticosamente istituiti nell'arco dell'ultimo decennio. E' chiaro che le politiche dell’esecutivo e della maggioranza che lo sostiene stanno producendo ‘scientificamente’ condizioni più propizie per una pratica indisturbata, impunita ed estremamente profittevole di svariate forme di ‘abusi di potere per fini privati’, ben presto non più perseguibili come reati dalla magistratura, né segnalabili come tali dalla stampa, e perciò non più riconoscibili dall’opinione pubblica”. Si esprime così Libera sulla Relazione al Parlamento del ministro della Giustizia. Carlo Nordio

“E’ riconoscibile - prosegue Libera nella nota - una volontà di indebolire tutti i meccanismi di controllo istituzionale e civico sulla gestione del potere pubblico, invocando presunte esigenze di snellezza procedurale, oppure richiamando principi di pseudo-garantismo. Basta citare, sul versante penale, la cancellazione dell’abuso di ufficio, reato-sentinella che spesso in passato ha permesso agli inquirenti di scoperchiare sottostanti circuiti di malaffare; il drastico restringimento del campo di applicazione del reato di traffico di influenze illecite, che renderà l’azione dei mediatori e dei faccendieri perseguibile solo in presenza di ‘contatti’ concretamente e deliberatamente utilizzati tramite contropartite di natura economica per indurre i funzionari ad atti contrari ai doveri d’ufficio (per intenderci: con le nuove norme la ‘cricca’ dei Verdini, che promuoveva lo scambio tra appoggi alla carriera e informazioni confidenziali, la farebbe franca); la stretta all’impiego delle intercettazioni e all’uso dei trojan nelle indagini per reati contro la pubblica amministrazione; l’ennesima riforma della prescrizione, che ne restringe i termini di nuovo a garanzia dell’impunità dei potenti coinvolti in procedimenti penali; la proposta di cancellazione dell’obbligo di decadenza degli amministratori locali condannati in via non definitiva”. 

Una strategia - conclude Libera - che, in piena continuità con l'abrogazione dei controlli in itinere della Corte dei Conti, conferma l’insofferenza di questa maggioranza nei confronti dei meccanismi istituzionali di salvaguardia dello Stato di diritto, tra cui l’indipendenza della magistratura e dell’informazione. Se l’obiettivo è un’accelerazione forzosa dei processi decisionali per spendere in tempo utile gli ingenti fondi del PNRR, simili provvedimenti rischiano seriamente di generare un contesto politico-amministrativo criminogeno, nel quale la spesa pubblica andrà in misura significativa a soddisfare non gli interessi collettivi, bensì gli appetiti di organizzazioni criminali, corrotti e corruttori, assicurando nel contempo l’impunità dei potenti”.
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