12 aprile 2018 ore: 13:42
Giustizia

Giustizia: udienze sospese e penalisti in piazza contro la mancata riforma

L’Unione Camere Penali ha programmato due giorni di astensione dalle udienze e una manifestazione nazionale per il 2 e 3 maggio. Riccardo Polidoro: “La situazione delle carceri è allarmante, la riforma non può più aspettare”
Aula di Tribunale

ROMA - Una manifestazione nazionale promossa per il 3 maggio e due giorni di astensione dalle udienze, fissati dalla data precedente, per ribadire con forza che la riforma del sistema penitenziario italiano non può più aspettare e che “si finge, irresponsabilmente che non vi siano ragioni di urgenza, di umanità e di civiltà che impongano di intervenire” sulle “condizioni drammatiche di un sistema nel quale i suicidi si susseguono al ritmo di uno alla settimana, nel quale la salute non è garantita e l’opera di osservazione, trattamento e risocializzazione sostanzialmente interdetta dal sovraffollamento e da numeri tornati a limiti tali da riproporre complessivi profili di sicurezza, oltre che di decenza”.
L’Unione Camere Penali alza la voce, unendosi al coro di proteste che arriva dall’intero mondo penitenziario, dopo il mancato inserimento del decreto che riforma il sistema carcere nell’ordine del giorno della Commissione Speciale della Camera di Deputati chiamata a intervenire sulle ‘pratiche’ urgenti rimaste in sospeso, in attesa della formazione del nuovo governo. E lo fa con una serie di azioni che hanno lo scopo di “sensibilizzare la politica, l’opinione pubblica e l’informazione” sul complesso tema ‘carcere’, “ancora una volta in prima linea nel chiedere il rispetto dei diritti di tutti i detenuti”.

“Come italiani siamo mortificati per quello che sta avvenendo – sottolinea l’avvocato Riccardo Polidoro, responsabile dell’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali italiane – e siamo abbastanza sorpresi, non dal clima politico, ma perché di questa riforma si parla dal 2013, dalla sentenza Torreggiani (quella con cui l’Italia era stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo per trattamento inumano e degradante nei confronti dei detenuti n.d.r.), Poi ci sono stati gli Stati Generali sull’esecuzione penale, abbiamo avuto la Legge delega e, ancora, le commissioni ministeriali. Io ho coordinato un Tavolo degli Stati Generali, faccio parte della commissione ministeriale e posso dire che c’è una grande delusione da parte di chi ha lavorato e da tutti coloro che hanno a cuore i diritti civili. C’era un’aspettativa, dopo tutto il lavoro svolto, in primo luogo da parte dei detenuti che vivono in condizioni disastrose, con il sovraffollamento sta continuando a crescere”.

Come si sta mobilitando il mondo penitenziario?
“L’unione Camere penali – risponde Polidoro - reagisce con questa manifestazione e con le astensioni dalle udienze mentre c’è anche una mobilitazione dei componenti della commissione ministeriale per cercare di coinvolgere tutti quelli che hanno partecipato agli Stati generali”.Oltre 200 esperti, provenienti dal mondo accademico, forense, ma anche medici, architetti, insegnanti e volontari avevano lavorato per più di un anno insieme ai giuristi scandagliando il sistema carcere con l’intento di restituire dignità alla vita detentiva e di riconsegnare all’Italia un ruolo di primo piano nell’ambito dell’esecuzione penale europea. Gli spunti e le proposte arrivate da questo complesso lavoro, denominato Stati generali sull’esecuzione penale, avevano ispirato parte dei contenuti della legge delega.

Quali sono ora i possibili scenari?
“C’è una delega ben precisa in Parlamento – sottolinea l’avvocato Polidoro -, che scade a fine luglio e da un punto di vista tecnico è ancora possibile fare tutto. Il problema è il clima politico perché qui la campagna elettorale non è mai finita. Tutto quello che sta avvenendo in questi giorni, tutti questi accordi o finti accordi nei teatrini a cui assistiamo, sono ancora una vera e propria campagna elettorale. Nessun partito, di quelli che possono andare al governo, credo vorrà prendere la bandiera della riforma penitenziaria. Allora bisogna vedere quali saranno i tempi per la formazione del nuovo governo, quali saranno gli accordi che verranno fatti. Purtroppo il clima politico è completamente cambiato”.

Il clima è cambiato, ma l’attenzione dell’Europa no…
“Già, e noi abbiamo un obbligo verso l’Europa. Subito dopo la sentenza Torreggiani l’Italia ha emanato i provvedimenti chiamati erroneamente dalla stampa ‘svuota carcere’ con un termine pessimo, perché si svuotano le cantine, non certo gli istituti di pena in cui vivono delle persone. Dopodiché il Governo si è impegnato per un intervento di sistema. E’ stato detto all’Europa: ci sono gli Stati generali, stiamo lavorando per modificare tutto. Poi è arrivata la delega, con le commissioni ministeriali, tanto è vero che l’Europa, a questo punto, ha archiviato la posizione dell’Italia. Ma alla luce di quello che sta accadendo oggi, la situazione dovrà essere rivista. Come Osservatorio Carceri visitiamo gli istituti continuamente e la situazione è tornata a livelli allarmanti. Come avvocatura sicuramente ci impegneremo a fare ulteriori ricorsi alla Corte Europea: si ricomincia daccapo, un’altra volta. Ed è vergognoso”. (Teresa Valiani)

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