27 giugno 2022 ore: 15:25
Welfare

Gli adolescenti “supereroi di oggi, sanno stare nell'incertezza"

L’identikit è stato tracciato dal sociologo Stefano Laffi intervenendo al convegno Welfare Umano, organizzato dalla Comunità di Capodarco. “Per la prima volta dobbiamo sperare che i ragazzi non facciano quello che abbiamo fatto noi”. Sollini (direttore Capodarco): “Fondamentale prospettare un futuro sostenibile altrimenti sarà sempre più complicato per tutti”
Stefano Laffi, Welfare umano

ROMA - Sanno vivere nell’incertezza, si danno obiettivi a termine e intercambiabili, sono solidi sui propri mezzi e sulle proprie capacità. Sono i “supereroi” di oggi: i ragazzi adolescenti capaci di adattarsi al tempo in cui vivono. L’identikit è stato tracciato dal sociologo Stefano Laffi intervenendo al convegno Welfare Umano, realizzato dalla Comunità di Capodarco dal 24 al 25 giugno.

Partendo da un lavoro di ricerca fatto a Napoli, il sociologo ha tracciato il profilo dei teenagers. "Da una parte ci sono gli iperdeterminati, quelli che sanno già cosa vogliono diventare. E’ una tipologia che c’era una volta, ma oggi vediamo sempre meno - spiega -. Ci sono poi tanti ragazzi che fanno fatica a focalizzare gli obiettivi, ad avere consapevolezza delle capacità e sentirsi sicuri di sé: sono quelli che tendenzialmente alimenteranno il gruppo dei neet in futuro. Ma il gruppo più interessante è il terzo, è quello che ha i superpoteri di oggi: e cioè saper stare nell’incertezza. Nella mia generazione i genitori ci consegnavano mete e fini e sui mezzi ci dicevano di arrangiarci. Oggi il meccanismo va ribaltato. Difficile oggi è consegnare mete, il lavoro da fare è sui mezzi e le capacità”.

Per Laffi, dunque, bisogna lavorare sulla parte motivazionale ed è necessario anche accogliere, consultare e dare possibilità di azione alle nuove generazioni. “Per la prima volta dobbiamo sperare che i ragazzi non facciano quello che abbiamo fatto noi - aggiunge -. Siamo noi che abbiamo bisogno di loro”.  In questo senso è necessario anche rivedere il percorso scolastico: “in una mattinata a scuola il tempo di parola è distribuito per l’80-60% all’insegnante e il restante è diviso per gli oltre venti alunni presenti. E’ uno schema di dialogo che crea modelli cognitivi sbagliati. Cosa puoi imparare se nel tempo della tua conoscenza non parli? Eppure il numero di parole che conosci è il predittore del tuo destino sociale. Politicamente il compito più importante con i ragazzi oggi è allargare il loro repertorio di esperienze: non uno stage o un tirocinio, non un sistema fondato sull’ipercontrollo”.

Riccardo Sollini direttore della Comunità di Capodarco ricorda che “i primi ad accorgersi della famosa frattura generazionale, che si è creata in un sistema mondo che non funziona più, sono stati proprio i giovani. Il movimento ambientalista, che ha il suo simbolo in Greta Thunberg, ci mostra come siano stati i ragazzi a porre le questioni più serie - sottolinea - E’ un movimento partito dal basso e dalle scuole. Di contro il mondo adulto continua a non comprendere ciò che succede intorno o rivestendolo di paure. Per questo è oggi fondamentale prospettare un futuro sostenibile altrimenti sarà sempre più complicato per tutti”.  


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