13 marzo 2015 ore: 17:47
Società

Governo impugna la legge anti-moschee: plauso a Renzi da musulmani, cattolici e indù

Ampio consenso dalle associazioni religiose per il ricorso di fronte alla Corte Costituzionale presentato dal Governo contro la legge antimoschee della Lombardia. Le motivazioni del ricorso secondo l’Asgi
Musulmani in preghiera, islam, moschea - SITO NUOVO

MILANO - "Atto dovuto" ma allo stesso tempo "ampio consenso": così musulmani, cattolici, evangelici e indù commentano la decisione del Governo Renzi di impugnare di fronte alla Corte costituzionale la legge antimoschee della Regione Lombardia. Si dichiarano infatti soddisfatte le realtà che si erano schierate in prima linea contro questa normativa - si legge in un comunicato stampa -: il Caim (Coordinamento delle Associazioni islamiche di Milano Monza-Brianza), la Fondazione Casa della Carità, il Coen (Conferenza evangelica nazionale), l’Unione Induista Milano e quella Italiana, i musulmani dell’associazione Cheikh Ahmadou Bamba di Brescia, la Consulta Milanese per la laicità delle istituzioni e comunità di Sant’Egidio di Milano avevano già presentato istanza congiunta con l’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e Avvocati Per Niente richiedendo sia l’impugnazione della legge sia l’immediata sospensione della stessa da parte della Corte Costituzionale. Le realtà interessate non escludono di presentarsi anche davanti alla Corte Costituzionale per mostrare le loro doglianze ed evidenziare come questa legge colpisca le diverse sensibilità religiose che convivono, da anni, in Lombardia.

Tre le motivazioni principali del ricorso del Governo, secondo Asgi: 1) La violazione degli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione Italiana per l’imposizione agli enti rappresentanti di organizzazioni religiose di una serie stringente di obblighi e requisiti che incidono sull'esercizio in concreto del diritto fondamentale e inviolabile della libertà religiosa; 2) La violazione dell’art. 117 lettere a), c) e h) della Costituzione per aver disciplinato in contrasto con i principi contenuti nei trattati europei e internazionali nonché per invasione, da parte della stessa Regione Lombardia, nella competenza esclusiva dello Stato in materia di rapporti tra Repubblica e le confessioni Religiose; 3) La violazione dell’art. 118 comma 3 Cost. per non aver rispettato la competenza esclusiva dello Stato e la Costituzione che affida alla sola legge dello Stato il potere di disciplinare forme di coordinamento fra Stato e Regione nella materia della sicurezza pubblica". (dp)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news