25 ottobre 2022 ore: 15:32
Famiglia

Governo, l’appello di Aibi alla ministra Roccella per il rilancio delle adozioni internazionali

Il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni ha portato al vertice del ministero della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità Eugenia Roccella. Augurando buon lavoro alla nuova ministra, Aibi sottolinea l’importanza del rilancio dell’adozione internazionale, anche come contributo per combattere la denatalità. I punti nodali segnalati dall’associazione
Famiglia (di spalle), genitori con bambino, minori, adozioni, affido

“Da qualche giorno, come giusto che sia, la notizia principale riguardante l’Italia è la formazione del nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni. Un Governo al cui interno, tra le tante conferme e le novità che si possono sottolineare, va segnalato l’inserimento del termine ‘natalità’ nel nome di un ministero. Per la precisione, si tratta del ministero della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità la cui guida è stata affidata a Eugenia Roccella”. Così l’Aibi-Amici dei bambini interviene in seguito alla formazione del nuovo Governo, sottolineando che “al di là dei nomi e di quello che il ministero farà da oggi in poi, per il momento c’è la soddisfazione di questo inserimento, che sottolinea, almeno a parole, la presa di consapevolezza di come il drammatico calo delle nascite sia un’emergenza assolutamente prioritaria per il futuro dell’Italia e della società”.

“Insieme al Forum delle Associazioni Familiari, i cui Stati Generali della Natalità hanno avuto il merito di riportare nel dibattito collettivo il tema, Aibi sottolinea da anni questo problema, insistendo anche su alcuni aspetti di questa ‘sfida’ che tante volte non vengono abbastanza considerati anche da chi la discussione sulla denatalità la propone e la porta avanti con impegno meritorio – continua l’associazione -. Il contributo che Aibi come movimento delle famiglie tiene a dare è quello che vede nell’adozione internazionale una possibile arma da rilanciare e incentivare anche nell’ottica di aiutare a combattere l’inverno demografico. Sono i numeri che lo dimostrano: in Italia, le coppia sposate senza figli sono oltre 5 milioni, mentre i bambini abbandonati che si trovano all’estero, nonostante quello che si ripete senza consapevolezza, ci sono. E sono tantissimi! Basterebbe guardare le Neglct List che periodicamente gli enti autorizzati ricevono dai vari Paesi: liste di nomi di bambini dichiarati adottabili quando per loro è oramai difficile trovare una famiglia, perché ormai già grandi, perché membri di fratrie numerose o perché affetti da varie patologie. Solo per fare un esempio, la più recente Neglect List ricevuta da Aibi dalla Colombia (ma il discorso vale per tantissimi altri Paesi) contiene 1147 nomi, con un’età media superiore ai 12 anni”.

I punti nodali di Aibi per il rilancio dell’adozione internazionale

Di fronte a tutto questo, continua Aibi, “l’auspicio, e la certezza, è quello di trovare nella nuova ministra Roccella un’interlocutrice attenta ai temi dell’accoglienza adottiva. Proprio per questo ci permettiamo, in base a un’esperienza nel campo delle adozioni di oltre 40 anni, di indicare alcuni punti nodali per un vero ed efficace rilancio delle adozioni internazionali.
Afferma l’Aibi: “Innanzitutto incentivare e sostenere una costante attività da parte della Cai (la Commissione per le adozioni Internazionali, di cui la ministra della Famiglia è presidente) nelle missioni all’estero e nell’invito in Italia di delegazioni di autorità centrali estere: per troppi anni (dal 2014) questa fondamentale attività è stata sostanzialmente sospesa, fatte salve sporadiche eccezioni. Ora che l’attuale Cai, guidata dal vicepresidente Vincenzo Starita, l’ha ripresa, seppure da pochi mesi, si intravedono già i primi risultati”.
Secondo punto è l’implementazione delle attività di Cooperazione, oggi più che mai necessarie per interagire a 360 gradi con i Paesi in cui si trovano i bambini adottabili e per dare concreta e piana applicazione al concetto di sussidiarietà – continua Aibi -. L’obiettivo è quello di incentivare e migliorare la collaborazione con le autorità centrali straniere anche nell’ottica di velocizzare le dichiarazioni di stato di adottabilità per i minori ‘prigionieri’ delle neglect list”.

Terzo punto è “la nomina di un addetto all’adozione internazionale presso ogni ambasciata italiana dei Paesi più significativi per l’adozione. Una figura – precisa Aibi - che sia un punto di riferimento diplomatico che aiuti a sbloccare i troppi accordi bilaterali impantanati nelle pastoie delle burocrazia; un referente affidabile e sicuro per la Cai così come per gli enti autorizzati nei contatti a volte difficili con le istituzioni straniere, nonché una garanzia per le famiglie italiane di un canale preferenziale per la definizione delle procedure adottive all’estero”.

“È con queste speranze e queste richieste, fatte in nome di tutte le famiglie italiane che desiderano adottare e di tutti i bambini che, nel mondo, aspettano di vedere garantito davvero il loro diritto di essere figli, che Aibi augura alla neo ministra Eugenia Roccella un proficuo cammino di collaborazione e di risultati positivi alla guida del Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità”, conclude l’associazione.
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