4 luglio 2015 ore: 12:30
Economia

Grecia, sindacati italiani: vicini a popolo greco, leader Ue cambino passo

I segretari generali di Cgil Cisl Uil: mancano un genuino spirito europeista e i valori ad esso connessi, in primis solidarietà e cooperazione, nonchè la necessaria attenzione alla dimensione sociale. Appello ai leader politici per trovare una via di uscita alla crisi
Povertà, distribuzione di cibo, grecia

ROMA - "L’Europa sta attraversando una delle fasi piu’ critiche e regressive della sua storia. A dispetto dei recenti segnali di ripresa, l’andamento dell’economia e dell’occupazione nell’Eurozona e dell’Unione nel suo complesso resta deludente a causa della bassa domanda e dei persistenti impedimenti strutturali. Tuttavia e’ la mancanza di una reale integrazione politica ed economica a determinarne in maniera preponderante la grave situazione economica e sociale". Cosi’ i segretari Generali di Cgil Cisl Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo su crisi greca ed Europa. "La vicenda greca - aggiungono -  è emblematica e dè frutto di tali debolezze che si ripercuotono inesorabilmente sulla sua dimensione sociale. Le misure di austerita’ non solo non solo riuscite a far ripartire la crescita ma hanno contribuito a creare una crisi occupazionale ma soprattutto sociale ed umanitaria, scaricando gli oneri di aggiustamento maggiori su famiglie, lavoratori e pensionati, facendo cosi’ precipitare tutti i principali indicatori sociali (con livelli di poverta’ prossimi al 40%, indebolimento della sanita’ pubblica, aumento delle problematiche legate alla nutrizione infantile ed altre preoccupanti implicazioni)".

Per i segretari di Cgil, Cisl e Uil "le debolezze della governance europea e dei relativi processi decisionali, spesso intergovernativi e di tutela di interessi nazionali, hanno inoltre contribuito a rendere problematiche le trattative tra UE e Grecia, le quali dopo cinque mesi sono al limite della rottura e dell’uscita della Grecia dall’Euro. Queste dinamiche non solo si sono mostrate inidonee ad uscire dalla crisi e a far ripartire l’economia ma hanno generato malessere sociale facilmente strumentalizzabile da populismi e movimenti antieuropeisti.  "La questione della crisi greca- proseguono i sindacati- pone dunque in risalto la mancanza di un genuino spirito europeista e dei valori ad esso connessi, in primis solidarieta’ e cooperazione, nonche’ la necessaria attenzione alla dimensione sociale, capaci di riportare non solo la Grecia ma l’Europa intera su un percorso di crescita sostenibile. L’insieme degli Stati europei, a partire dai paesi economicamente piu’ forti, deve dimostrare nei confronti della Grecia un atteggiamento meno inflessibile e improntato alla cooperazione, alla considerazione della gravita’ della situazione economica, al consolidamento dell’area dell’euro".

Cgil, Cisl e Uil, nell’esprimere vicinanza ai lavoratori ed al popolo Greco, "chiedono a tutti i leader politici di trovare una via di uscita alla crisi in linea con lo spirito dell’integrazione Europea basata su solidarieta’, interdipendenza e rispetto delle decisioni democratiche. A tal riguardo, occorre far convergere tutti gli sforzi per rafforzare la permanenza della Grecia nell’Unione, consentendo una ristrutturazione del debito con tempi piu’ flessibili cosi da consentire e ristabilirne un percorso di crescita sostenibile. E’ necessario individuare una soluzione bilanciata che, lungi dallo scaricare tutti gli i costi su lavoratori, pensionati e famiglie, sia basata su piani solidi ed efficaci di investimento per crescita e occupazione che non possono non trovare a livello europeo un centro di propulsione e sostegno". "Solo un contesto di stabilita’ politica, economica e sociale fortemente integrato- proseguono Camusso, Furlan e Barbagallo- e’ in grado di assicurare investimenti, crescita e occupazione e capace di far fronte alle speculazioni dei mercati: lasciare la Grecia al proprio destino sarebbe pericoloso anche per la stabilita’ geopolitica dell’intera area creando possibili ripercussioni ed effetti speculativi a catena. La Confederazione europea dei sindacati ha il compito di creare il massimo di solidarieta’ e di consenso attorno ai lavoratori e ai sindacati greci, anche attraverso apposite iniziative di coordinamento e di mobilitazione"

Ggil, Cisl e Uil "chiedono ai leader politici un cambio di passo volto all’assunzione di decisioni che tutelino gli interessi dei lavoratori e cittadini europei nello spirito originario del progetto europeo. Occorre ripartire da una genuina politica europea in grado di farne riemergere i valori costitutivi, fondativi ed inclusivi, promuovendone il modello sociale il quale, attraverso il contributo delle Parti sociali, e’ la via maestra per assicurare crescita e coesione sociale; da una politica europea che veda nella dimensione sociale un investimento, un pilastro della sua esistenza e volano di sviluppo; da una politica sociale fortemente integrata con quella di sviluppo che sia attenta alle fasce piu’ vulnerabili della popolazione che sono le piu’ colpite dagli squilibri e che partendo dalla qualita’ del lavoro faccia leva su fattori genuini di competitivita’ come ricerca, innovazione, infrastrutture, politiche industriali e capitale umano". Cgil, Cisl e Uil ribadiscono quindi "come solidarieta’, equita’, giustizia sociale, crescita e sviluppo nei vari Stati potranno essere raggiunti solo in una prospettiva di massima integrazione delle politiche, di cambio degli approcci macroeconomici, e di misure che favoriscano la fiducia dei cittadini nel progetto europeo che solo un cammino Federale e’ in grado di assicurare. Per tali ragioni e’ necessario rilanciare una visione europea che vada oltre i tecnicismi e parametri e faccia compiere all’Unione il necessario salto di qualita’ passando da regole comuni e istituzioni comuni per migliorarne il contesto interno e competere come modello sostenibile di sviluppo a livello internazionale". (DIRE)

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