3 aprile 2017 ore: 13:00
Disabilità

Haiti, 6 mesi dopo l'uragano Matthew: l'impegno di Cbm Italia per i disabili

La onlus è presente nel paese con 9 progetti. Insieme ai partner locali, ha raggiunto e portato aiuto a 11.615 persone. In particolare a 3.370 disabili (il 50% donne e il 9% bambini) bisognosi di supporto psico-sociale. Maggio (direttore): "Nessuno sia lasciato indietro"
L'uragano Matthew colpisce haiti

ROMA - "Sono passati 6 mesi da quando l’uragano Matthew si è abbattuto su Haiti, causando la più grave emergenza umanitaria del Paese, dopo il terremoto del 2010. La situazione rimane ancora oggi difficile, sono 1,5 milioni le persone a rischio di insicurezza alimentare; molte zone rurali sono inaccessibili a causa dei danni provocati alle strade dall’uragano". E' quanto si legge in una nota di Cbm Italia,  presente ad Haiti con 9 progetti, lavorando insieme a partner locali. 

"Subito dopo l’uragano, l’Unità di risposta alle emergenze di Cbm si è attivata con un piano/programma della durata di 9 mesi: obiettivo principale è assicurare che le vittime dell’uragano, in particolare le persone con disabilità e le loro famiglie, possano accedere agli aiuti, ricevere supporto psicologico e riprendere le attività di sostentamento/sussistenza. Il piano di aiuti ha previsto una prima fase di individuazione delle persone con disabilità per includerle negli aiuti affinchè ricevano beni di prima necessità (acqua, cibo e ripari). La seconda fase prevede la ricostruzione degli edifici distrutti e la distribuzione di kit agricoli contenenti sementi e piccoli animali. La terza fase prevede l’implementazione di attività volte alla prevenzione del rischio". 

Ad oggi Cbm, insieme ai partner locali, ha raggiunto e portato aiuto a 11.615 persone, nelle regioni di Jerémie e Les Cayes, due delle aree più colpite dall’uragano, attraverso l'allestimento di campi di soccorso temporanei e un programma di protezione e supporto psico-sociale. Cbm ha identificato 3.370 persone con disabilità (il 50% donne e il 9% bambini) bisognose di supporto psico-sociale al fine di indirizzarle presso i servizi di aiuto. A Las Cayes sono attivi cinque gruppi di sostegno che hanno già individuato più di 70 casi a rischio, mentre 44 persone hanno già ricevuto un consulto psicologico.

E’ stato organizzato un percorso di formazione per tutto il team di operatori; sono stati ricostruiti 3 edifici scolastici e centri di formazione e sono stati distribuiti sementi e attrezzi agricoli a 70 famiglie; altre 100 persone hanno ricevuto aiuto economico per ripulire i terreni e prepararsi alla stagione della semina. Il 15% della popolazione mondiale ha una disabilità (dati Oms). Per loro in ogni emergenza o calamità naturale il tasso di mortalità è doppio rispetto al resto della popolazione (dati Ocha, 2011). Le ragioni vanno ricercate nella difficoltà o impossibilità di accedere agli avvisi di emergenza, ai rifugi, nella perdita o il danneggiamento degli ausili che permettono loro di muoversi (come bastoni, carrozzine ecc...), nell’aumentata difficoltà di accedere agli aiuti umanitari di base (cibo, acqua, rifugi, cure mediche).

Allo stesso tempo le emergenze possono aumentare il numero delle persone che sperimentano una disabilità, sia a breve che a lungo termine, per le ferite riportate e per l’interruzione dei servizi medici. “Le persone con disabilità durante le catastrofi naturali sono le più vulnerabili – ha detto Massimo Maggio, direttore di Cbm Italia – La prima difficoltà per loro è riuscire a mettersi in salvo. La distruzione da un giorno all’altro delle reti di sostegno, la perdita o la compromissione dei propri dispositivi di assistenza, così come le maggiori difficoltà nel reperire beni di prima necessità o nell’accedere agli aiuti rendono necessario un intervento più che mai tempestivo, affinchè nessuno sia lasciato indietro”.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news