11 gennaio 2017 ore: 17:19
Economia

Haiti, dopo sei anni continua l’impegno della Caritas: 205 progetti di solidarietà

Quasi 24 milioni di euro messi a disposizione in diversi ambiti: aiuti immediati, ricostruzione e istruzione. Due haitiani su tre vivono con meno di due dollari al giorno: “Bisogna sviluppare infrastrutture, preservare le risorse naturale e garantire accesso all’istruzione”
Haiti 5 anni dopo. Donna e bambino in primo piano

ROMA - Dopo il violentissimo terremoto che sette anni fa, il 12 gennaio 2010, ad Haiti provocò almeno 230 mila vittime accertate, oltre 300.000 feriti e un milione e mezzo di senza tetto, la popolazione locale ha vissuto anche la delicata fase delle elezioni politiche e gli effetti devastanti dell’uragano Matthew. Lo ricorda la Caritas Italiana nel dossier dal titolo “Ripartire dalla terra. Dalla povertà rurale a nuove politiche per lo sviluppo”. L’organizzazione in questi sei anni ha finanziato 205 progetti di solidarietà, per un importo di quasi 24 milioni di euro e in diversi ambiti: aiuti immediati, ricostruzione, socio-economico; idrico-sanitario animazione/formazione/istruzione. La maggior parte dei progetti sono stati realizzati nelle zone più colpite dal sisma (Ovest e Sud-Est), ma si è comunque intervenuti in tutte e 10 le Diocesi.

Il Paese “ha sete di un autentico rinnovamento a tutti i livelli: spirituale, etico, sociale e politico”. Perché questo sia possibile – hanno sottolineato i Vescovi di Haiti al termine dell’Assemblea plenaria dello scorso dicembre - occorre “coltivare la fiducia reciproca; riscoprire e promuovere i valori civili e umanitari della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza; fondare l’esercizio del potere sul perseguimento disinteressato del bene comune; prendere coscienza che ogni haitiano è responsabile del presente e del futuro del Paese e della salvaguardia dell’ambiente che è la nostra casa comune”.

Due haitiani su tre vivono con meno di due dollari al giorno Nel dossier si sottolinea che anche la popolazione colpita dal sisma vive di sussistenza e le prime fonti di sostentamento sono agricoltura e allevamento. Due haitiani su tre vivono con meno di due dollari al giorno. Rapporto che sale all’82 per cento se si considera solo la popolazione rurale del Paese. “Cosa si può comprare con una cifra del genere? – si legge nel dossier - Questo spiega anche il motivo per cui si vive molto la quotidianità e a volte si pensa meno al futuro e alla pianificazione; è ben presente l’idea di “oggi ci sono, domani non si sa”. Non a caso spesso quando ci si saluta e ci si dà appuntamento per il giorno dopo, la frase tipica è: ”Ci vediamo domani, se il Buon Dio vuole”. La realtà delle aree rurali è dura, faticosa e aggravata dal degrado ambientale, l’impoverimento dei terreni e l’esaurimento delle risorse. Per evitare che la situazione peggiori è importante che nelle zone rurali vengano sviluppate le infrastrutture- sostiene Caritas - le risorse naturali siano preservate, le fonti di reddito delle persone diversificate e l’accesso alla scolarizzazione facilitato.

 

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