18 marzo 2024 ore: 14:52
Non profit

Haiti, Unicef: saccheggiate forniture essenziali per i bambini

Due giorni fa è stato depredato un container dell'organizzazione con aiuti fondamentali per la sopravvivenza materna, neonatale e infantile. Attualmente, oltre 260 container umanitari sono controllati dai gruppi armati al porto di Port-au-Prince

Due giorni fa, uno dei 17 container dell'Unicef è stato saccheggiato nel porto principale di Port-au-Prince, ad Haiti. Il container saccheggiato conteneva aiuti essenziali per la sopravvivenza materna, neonatale e infantile, tra cui rianimatori e relative attrezzature, oltre a forniture critiche per lo sviluppo e l'educazione della prima infanzia, attrezzature idriche e altro. E' quanto si legge in una nota dell'Unicef.

Più di una settimana fa, i gruppi armati hanno fatto irruzione nel porto principale della città, interrompendo una delle ultime vie di salvezza della capitale per il cibo e i rifornimenti, mentre il Paese si avvicina al collasso. Attualmente, oltre 260 container umanitari sono controllati dai gruppi armati al porto, spiega la nota. "Privare i bambini di forniture sanitarie vitali in un sistema sanitario al collasso è una violazione dei loro diritti. Questo incidente si verifica in un momento critico in cui i bambini ne hanno più bisogno- ha dichiarato Bruno Maes, Rappresentante dell'Unicef ad Haiti- Il saccheggio di forniture essenziali per il supporto salvavita dei bambini deve cessare immediatamente e l'accesso umanitario deve rimanere sicuro".

Da gennaio, il deterioramento della situazione della sicurezza ad Haiti ha continuato a peggiorare la crisi umanitaria, e l'Unicef ha espresso gravi preoccupazioni per l'impatto della violenza sull'accesso dei bambini a un sistema sanitario già in crisi, sostenuto da forniture essenziali dell'Unicef, continua la nota. Nell'area metropolitana di Port-au-Prince, tre donne e bambini su quattro non hanno accesso agli interventi sanitari e nutrizionali di base.

A Port-au-Prince, gli ospedali sono stati vandalizzati e costretti a chiudere per motivi di sicurezza. Sono disponibili solo due strutture chirurgiche funzionanti, il che pone notevoli problemi nel fornire assistenza chirurgica alla popolazione, compresi i feriti nel fuoco incrociato, si legge ancora nella nota. "La chiusura di strutture sanitarie a causa di problemi di sicurezza ad Haiti rappresenta una situazione terribile per i bambini, dove ogni centro sanitario chiuso significa vite a rischio e cure mediche essenziali negate- ha aggiunto Maes- Se non si riesce a fermare la violenza e a riaprire le rotte logistiche essenziali, la crisi sanitaria si aggraverà in modo significativo. Stiamo assistendo a una catastrofe umanitaria e ci rimane poco tempo per invertire la rotta".

In tutto il Paese, sei ospedali su dieci non funzionano e devono far fronte a problemi come la carenza di elettricità, carburante e forniture mediche, con un grave impatto sui bambini che necessitano di cure mediche d'emergenza, soprattutto a Port-au-Prince. Una carenza critica di emoderivati sta ostacolando gli interventi chirurgici, compresi quelli per le persone ferite nel fuoco incrociato, conclude la nota. Nel 2024, il piano dell'Unicef per Haiti prevede di continuare a potenziare la risposta umanitaria, aumentando l'accesso ai servizi di base e contribuendo a mantenerli attivi. L'Unicef mira a raggiungere almeno 650.000 bambini e donne con servizi sanitari di base. (DIRE)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news