Handimatica, verso un Osservatorio sull’accessibilità delle app per le persone disabili
BOLOGNA - Un osservatorio permanente sull’accessibilità delle applicazioni per dispositivi multitouch che possono favorire l’inclusione delle persone disabili a scuole, sul lavoro, nella comunità. È la proposta emersa durante l’incontro “App per smartphone e tablet: un mondo a parte o una parte del mondo?” promosso da Superabile e Fondazione Asphi all’interno della decima edizione di Handimatica, la mostra-convegno su tecnologie Ict e disabilità che si è tenuta a Bologna dal 27 al 29 novembre. Ne ha parlato, in particolare, Paolo Guidelli di Inail – Consulenza per l’innovazione tecnologica e coordinatore Servizi di connettività che ha illustrato anche le Linee guida di valutazione dell’accessibilità e dell’usabilità delle applicazioni multitouch. “Uno strumento che non esisteva – ha detto Guidelli durante l’intervento – e che fa una valutazione di tipo funzionale dei canali di input e output, dell’accessibilità, dei diversi sistemi operativi nelle loro varie versioni e dell’usabilità”. Obiettivo è valutare se una app è accessibile ovvero non discrimina l’utilizzo da parte di persone con disabilità che hanno bisogno di tecnologie assistive e configurazioni particolari e usabile ovvero può essere utilizzata da particolari utenti per raggiungere determinati obiettivi con efficacia e soddisfazione in un dato contesto. “Oltre ad aver creato la metodologia di valutazione del grado di accessibilità delle app, abbiamo realizzato un database attraverso il quale gli utenti possono sapere se un applicazione è utile, usabile e accessibile”, ha proseguito Guidelli. Per il futuro, “l’intenzione è di estendere queste linee guida ad altri soggetti e realizzare un Osservatorio permanente sulla valutazione di alcune caratteristiche delle applicazioni in modo che chi ha bisogno di risolvere un problema attraverso un’applicazione può sapere quali sono le app disponibili sul mercato che possono soddisfare le sue esigenze”, ha concluso Guidelli.
Al centro del convegno c’erano le applicazioni italiane che hanno risposto alla Call for apps lanciata dalla Fondazione Asphi l’estate scorsa. Una quarantina quelle che hanno partecipato, 37 quelle selezionate e che erano in mostra a Handimatica. “Si tratta di applicazioni per smartphone o tablet che mirano a migliorare la vita delle persone disabili, non generiche app accessibili – ha precisato Beppe Giovanella di Asphi e membro della commissione che ha selezionato le app – Sono state presentate da aziende, università e centri di ricerca ma anche indipendenti, in particolare genitori che le hanno realizzate per migliorare la vita dei propri figli disabili”. Tra quelle in mostra a Handimatica c’era ‘Cross with me’ realizzata da Cristian Bernareggi di Everyware Technologies, spin off dell’Università di Milano, che riconosce in ambiente esterno le strisce pedonali, consentendo a una persona cieca di sapere in quale punto della strada può attraversare ma anche Badaplus per la gestione delle attività di badanti e caregiver (www.badaplus.it). C’erano anche app nate per disabili ma utili a tutti com Tbus che fornisce gli orari degli autobus (www.tbus.it) o E.R. Map che dà in tempo reale la visbilità della coda al pronto soccorso. E poi applicazioni sui parcheggi accessibili che consentono anche feedback degli utenti, app che traducono la voce in testo e viceversa per la comunicazione tra persone sorde e udenti, applicazioni sulla comunicazione aumentativa, sulla riabilitazione (che acquisiscono informazioni da sensori per malati di Parkinson o che hanno subito traumi) e ancora sul turismo accessibile o sulla geolocalizzazione della propria posizione. “La tecnologia c’è ed è tanta, bisogna plasmarla in modo che risponda alle esigenze delle persone”, ha proseguito Giovanella. Ecco perché è importante la partecipazione delle persone disabili nella fase di progettazione e anche nella valutazione dell’accessibilità.
Infine, Daniela Orlandi di Superabile (per cui gestisce la sezione ‘Senza barriere’) ha portato al convegno una panoramica delle app realizzate all’estero perché, “le app sono un fenomeno di portata globale e capita di trovare punti di contatto tra quanto si fa in Italia e in altri Paesi perché i problemi vengono risolti nello stesso modo”. Si va dalle inglesi www.inclusivelondon.com e www.inclusivebritain.com nate in occasione delle Olimpiadi del 2012 alla francese Jaccede sull’accessibilità dei luoghi della città con informazioni raccolte dagli utilizzatori finali (www.jaccede.com), fino alla marocchina Woussoul.org che informa sull’accessibilità dei luoghi di interesse turistico. (lp)