19 ottobre 2020 ore: 15:02
Disabilità

Chiusura Rsa, “iniqua e incomprensibile” la delibera della Lombardia

di Dario Paladini
La dura critica di Forum terzo settore Lombardia e Ledha all'ordinanza regionale che vieta le visite dei parenti in ogni struttura d'accoglienza. Due i punti critici: detta “stesse regole per realtà diverse” e c'è “sproporzione tra quello che viene chiesto alle persone che vivono nei servizi residenziali e il resto della cittadinanza”
Anziani. Mani su bastone - SITO NUOVO

MILANO - La delibera della Regione Lombardia che vieta le visite dei parenti in ogni struttura d'accoglienza residenziale è “iniqua e incomprensibile”. Il Forum del Terzo Settore della Lombardia e la Lega per i diritti per le persone con disabilità chiedono pertanto al Governatore Fontana di rivederla. Due le ragioni di fondo di questa richiesta. La prima è che la delibera n.620 del 16 ottobre 2020 tratta allo stesso modo strutture che sono molto diverse tra loro: “persone con disabilità, persone che vivono in strutture della psichiatria e delle dipendenze, fino ad arrivare alle comunità per minori”. Stesse regole per realtà diverse “paragonando una struttura che accoglie giovani con sofferenza mentale e una dove vivono anziani ultra-ottantenni con patologie plurime”. La seconda ragione è che c'è una “sproporzione tra quello che viene chiesto alle persone che vivono nei servizi residenziali e il resto della cittadinanza”.

“Mentre una larga maggioranza di cittadini lombardi può continuare a svolgere le proprie attività quotidiane - scrivono Forum e Ledha in un comunicato stampa -, rinunciando solo in maniera limitata ad alcuni interessi e attività ricreative, una persona che vive, ad esempio in una Rsd è costretta a tornare a vivere in una situazione di isolamento totale. Senza poter incontrare i propri cari se non tramite una telefonata o un colloquio virtuale su una delle tante piattaforme digitali disponibili (ma a cui non tutti possono accedere)”.

“Risulta evidente che tale provvedimento sia iniquo, oltre che poco comprensibile, soprattutto considerando che all'interno dell'intera ordinanza non si trova nessuna disposizione di tale tenore, ma solo rimandi a provvedimenti già in vigore -commentano Valeria Negrini, portavoce del Forum del Terzo Settore Lombardia, e Alessandro Manfredi, presidente di Ledha-. Siamo consapevoli che in questo momento, la crescente diffusione dei contagi da Covid-19 rappresenti motivo di preoccupazione per tutti, a partire dalle autorità regionali: tuttavia non possiamo non evidenziare la sproporzione tra quello che viene chiesto alle persone che vivono nei servizi residenziali e il resto della cittadinanza".

Per questi motivi, il Forum Terzo Settore Lombardia e Ledha chiedono a Regione Lombardia di rivedere questa ordinanza "al fine di garantire ai familiari e ai caregiver l'accesso alle strutture residenziali dove vivono i loro cari, prevedendo l'adozione delle stesse misure di sicurezza che vengono adottate per consentire l'ingresso agli operatori sociali e socio-sanitari che vi lavorano", sottolinea Alessandro Manfredi.

"Chiediamo inoltre a Regione Lombardia di permettere agli enti gestori, anche aprendo una interlocuzione con gli stessi su questo specifico tema, la possibilità di gestire con maggiore autonomia gli accessi e le uscite dalle strutture, in relazione alla tipologia delle stesse e alle caratteristiche delle persone che lì vivono", chiede Valeria Negrini.

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