31 ottobre 2017 ore: 14:44
Salute

Hiv, "Noi possiamo". Arriva la prima campagna italiana sulla TasP

Lanciata dalla Lila la campagna italiana a sostegno della TasP (Treatment as Prevention – Terapia come Prevenzione) per le persone con HIV per spezzare l’immaginario “malattia – morte – dolore – contagio” che l’infezione ancora evoca
Aids, mani con simbolo hiv - SITO NUOVO

MILANO - La campagna che LILA ha lanciato in occasione del suo trentennale è dedicata a far conoscere il tema TasP (Treatment as Prevention – Terapia come Prevenzione), il rivoluzionario concetto scientifico secondo il quale le persone con Hiv, che seguono regolarmente le terapie antiretrovirali (ART) e che hanno stabilmente una carica virale non rilevabile, non trasmettono il virus. La campagna, presentata in occasione di EACS 2017, il più importante appuntamento medico- scientifico europeo sui temi dell’HIV/AIDS, si basa proprio su quest’aspetto ed è stata la prima in Italia dedicata a questo argomento. Aderisce ad una più ampia campagna internazionale lanciata un anno fa da Prevention Access Campaign dal titolo U=U, Undetectable = Untrasmittable, ossia: “Non rilevabile = Non trasmissibile”, iniziativa che sta riscuotendo in tutto il mondo adesioni e sostegno da parte di istituzioni pubbliche e private, comunità scientifica, associazioni, Ong.

“Si tratta di un’evidenza scientifica dalla portata rivoluzionaria –ha spiegato il presidente Nazionale della LILA Massimo Oldriniparagonabile all’avvento delle terapie antiretrovirali: anche per questo abbiamo deciso di farne il tema della campagna con cui celebriamo il nostro trentennale. Grazie alle terapie antiretrovirali (ART) e alla TasP, che ne è la straordinaria conseguenza, le persone con HIV stanno raggiungendo livelli di benessere e aspettative di vita paragonabili a quelli della popolazione generale, possono gestire con più serenità la propria vita sessuale e affettiva, avere figli sani in modo naturale. “Il concetto di TasP –ha detto ancora Oldrini- rappresenta una straordinaria opzione preventiva e di salute pubblica che non vuole sostituirsi all'utilizzo del condom ma è ad esso complementare così come indicano le agenzie internazionali”.

A certificare l’efficacia della Tasp è intervenuto il professor Adriano Lazzarin, primario della clinica malattie infettive del San Raffaele, uno dei clinici italiani ed europei più prestigiosi nel campo della ricerca e del trattamento dell’HIV AIDS. Oggi abbiamo strumenti altamente efficaci per battere l’HIV – ha detto Lazzarin - bisogna cominciare a dirlo chiaramente: dalla PrEP alla PEP (profilassi Pre e Post esposizione) al Condom, efficace al 100%, fino alla TasP che in Italia è già una realtà per quasi il 90% delle persone con HIV in terapia". Il numero di persone non consapevoli di avere l’HIV resta, infatti, in Italia piuttosto consistente: la stima è che una persona con HIV su quattro non conosca la propria condizione sierologica. La conseguenza è che quasi la metà delle diagnosi di HIV avviene con molto ritardo, spesso già in fase di AIDS conclamata, condizione che può compromettere gravemente lo stato di salute, rendere meno efficaci le terapie e aumentare il rischio di trasmettere, inconsapevolmente il virus ad altri e altre.

Articolata in un video e in una serie di immagini“Noi Possiamo” punta a spiegare con chiarezza questa “rivoluzione” ad un pubblico più vasto possibile, attraverso l’aiuto dei media (on-line, cartacei, radio-tv), dei social e del materiale informativo (flyers, brochure, locandine, manifesti) che sarà distribuito dalla LILA in occasione delle tante iniziative organizzate sui territori.

Quando la Lila mi ha chiamato per questa campagna, spiegandomi cosa fosse la TasP, mi sono sentita come qualcuno che riceve una bellissima notizia –ha raccontato Giorgia Di Pasquale, direttore creativo di Diversity, che ha curato e realizzato il video- e mi sono chiesta perché questa straordinaria novità non fosse scritta ovunque, sui giornali, sui cartelloni pubblicitari, per la strada, sui social. Ho provato a sentirmi non lo spettatore ma il protagonista della storia che volevo raccontare e mi sono sentita piena di speranza e orgoglio – ha proseguito Di Pasquale - è stato allora che è nato lo spot: una vera e propria dichiarazione di esistenza, una rivendicazione orgogliosa, non solo del diritto alla salute ma del diritto alla vita nella sua dignità e completezza.

Le immagini, curate invece da Cristina Perone, creativa di Cliccaquì, rivolte a target differenziati, puntano con forza al cuore del messaggio: “Il claim “ho l’HIV non sono contagioso/a”, soprattutto legato al sesso, irrompe con la forza di un paradosso nel senso comune che, tuttora, associa l’HIV/AIDS al contagio e alla morte –ha detto Perone- cercavamo un messaggio che inducesse a fermarsi, a porsi delle domande e, è il nostro auspicio, a cercare le giuste risposte".

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