14 gennaio 2021 ore: 09:25
Società

I migranti albanesi valorizzano i borghi della loro patria

A Firenze un progetto di ricerca e sviluppo dellUniversità di cinque paesini spopolati a cui hanno partecipato attivamente gli studenti della diaspora albanese 

Migranti albanesi (per pezzo Firenze)

FIRENZE - Si chiama “The Diaspora as a Resource for the Knowledge, Preservation and Enhancement of the Lesser Known Cultural Sites in Albania” ed è la ricerca condotta dal dipartimento di architettura dellUniversità di Firenze e dal Florence Accessibility Lab che si è posta l’obiettivo di formulare un modello di intervento per lo sviluppo turistico sostenibile di cinque villaggi albanesi, partendo dal patrimonio culturale.

Nell’autunno del 2018 – ha detto il responsabile scientifico della ricerca, Antonio Laurìa - vincemmo un bando dell’International Organization for Migration (IOM), l’Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni. Il progetto, finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo di Tirana si è svolto nell’ambito del programma del governo albanese “Engage the Albanian Diaspora to the Social and Economic Development of Albania”, che coinvolge ben tre ministeri, e in stretto rapporto con l’Ambasciata italiana a Tirana. Ma la particolarità della ricerca è un’altra. E’ stata una esperienza di formazione alla ricerca per coloro che vi hanno preso parte: studenti, giovani professionisti e ricercatori della diaspora albanese che si sono formati nella nostra Università e che, grazie alla guida dei docenti, hanno trasferito verso il loro Paese le competenze acquisite in Italia nel settore della conoscenza, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale. Hanno lavorato insieme a studenti di Architettura dell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana e a giovani ricercatori italiani.

Una parte della ricerca, è stato spiegato, si è svolta in Albania, presso i villaggi eletti casi di studio: la presenza di persone di madre lingua è stata fondamentale per intervistare gli abitanti, ricostruire le tradizioni, riscoprire ricchezze culturali. Alcuni dei partecipanti avevano avuto un rapporto difficile con il Paese d’origine: questa esperienza è stata anche un’occasione per fare pace con la propria storia, con le proprie vicende personali. 
Per i cinque villaggi che abbiamo studiato – Bënjë, Kosinë e Lëuse, nel comune di Përmet; Zvërnec, un villaggio costiero nel Comune di Valona; Razëm, un villaggio montano ai piedi delle Alpi Albanesi – abbiamo elaborato delle linee guida e dei progetti per avviare forme di turismo sostenibile con il coinvolgimento delle comunità locali, che devono acquisire consapevolezza del proprio patrimonio culturale – ha detto Lauria - I contenuti della ricerca sono confluiti in un libro della Firenze University Press “Five Albanian Villages. Guidelines for a sustainable tourism development through the enhancement of the cultural heritage”. L’ho scritto insieme a Kamela Guza e Valbona Flora, ricercatrici di talento e membri della diaspora albanese in Italia, ma è il risultato di un grande lavoro collettivo.

 

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