12 marzo 2019 ore: 14:24
Famiglia

I nonni sono solo babysitter anziani? La psicologa: “Il loro è un ruolo educativo”

Più vecchi di un tempo, ma molto più in forma di allora. Curiosi, aggiornati, pacati. Sono i nonni di oggi secondo Giuseppina Speltini, docente di Psicologia dell’adolescenza dell’Università di Bologna che, per Auser Bologna, condurrà tre incontri sul tema della nonnità ai nostri giorni
Nonni di comunità, bambina e anziano - SITO NUOVO

BOLOGNA – I nonni di oggi? Tendenzialmente più vecchi rispetto a quelli delle passate generazioni – questo perché i figli si fanno più tardi –, ma molto più in forma di allora. Stanno bene, fanno ginnastica, leggono, sono più dinamici e aggiornati. Parola di Giuseppina Speltini, docente di Psicologia dell’adolescenza dell’Università di Bologna che, per Auser Bologna, condurrà un ciclo di tre incontri dal titolo: “Nonne e nonni sono solo babysitter anziani? Tre incontri sulla funzione educativa dell’essere nonni oggi”.

“La nonnità non ha solamente una funzione custodialistica, ma soprattutto una funzione educativa molto importante – spiega Speltini –. I nonni sono meno pressati e meno efficientisti dei genitori, il loro è un tempo senza fretta, più pacato. In loro c’è una riflessività maggiore, una capacità di stare con i nipoti, di recuperare una dimensione di ludicità che, purtroppo, i genitori spesso non possono permettersi a causa dei tempi contingentati del lavoro”. I nonni, insomma, offrono ai nipoti uno spazio educativo più sereno, meno conflittuale di quello genitoriale. Un luogo di scambio privilegiato in cui i bambini crescono con piacere.Spesso, in alcune famiglie si insinua il dubbio della possibile confusione dei bambini tra figure di riferimento: “Dubbio infondato: i bambini capiscono molto presto la differenza tra genitori e nonni, tra la severità genitoriale e il lassismo che spesso i nonni tendono ad avere. Sanno che si tratta di ruoli diversi e godono dello spazio sfaccettato e ricco di stimoli in cui vengono cresciuti”. Il primo dei tre incontri – mercoledì 20 marzo – sarà dedicato a “I nonni: lo scambio intergenerazionale tra risorse e fatiche”. Come spiega Speltini, un impiego anche massiccio dei nonni può comportare delle conflittualità con i genitori, la riemersione di vecchi nodi non completamente risolti. “La conflittualità può essere generata anche da confini spezzati”, aggiunge, e porta l’esempio di una bambina che, con genitori spesso lontani per lavoro, passava moltissimo tempo a casa dei nonni. Così, ogni volta che si ammalava, pretendeva di essere curata dai nonni e non dai genitori.

“La nonna in questione mi confidò che quel rifiuto è stato fonte di grandi discussioni con la figlia”. E poi ci sono conflitti che nascono da un diverso approccio educativo: certi nonni, per esempio, non vedono di buon occhio l’attitudine dei genitori di lasciare i bambini in balìa della tecnologia. “Ma di una cosa sono convinta: il conflitto è un’occasione di crescita, di scambio, di riflessione, di ripensamento, basta che non sia vissuto solo in modo competitivo. Anche in questo senso ritengo molto produttiva la funzione dei nonni”. Gli altri due incontri – mercoledì 27 marzo e mercoledì 3 aprile – sono invece dedicati all’infanzia e all’adolescenza. “Vivendo l’infanzia dei nipoti, i nonni recuperano la loro, con tutto il carico emotivo che ciò comporta, tra meraviglia, stupore ma anche paura”. E quando i nipoti crescono, che ne è del rapporto con i nonni? “L’adolescenza stravolge i rapporti precedentemente costruiti e richiede nuove strutturazioni, che possono essere molto faticose o incantevoli. I nonni, infatti, anche in adolescenza possono essere una preziosissima fonte di confidenze, scambi segreti e speciali”.

Pensando ai nonni del futuro, Speltini ha le idee chiare: “Visto il livello di denatalità attuale in Italia, la relazione tra nonno e nipote potrebbe diventare particolarmente rara. Come mi immagino i nonni tra qualche anno? Li immagino sempre più forniti, curiosi, lettori anche di materiale psicologico e sociologico riguardante il loro ruolo specifico. Penso saranno anche più muniti sul piano delle tecnologie, più digitali, sicuramente più provvisti di competenze in questo campo di quanto non siamo noi nonni di oggi”. (Ambra Notari)

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