18 maggio 2018 ore: 15:25
Immigrazione

I rom nel contratto di governo, "siamo alla propaganda della ruspa"

La preoccupazione delle associazioni: nel documento si parla della chiusura dei campi senza riferimento a un piano di inclusione. Prevista anche la perdita di podestà genitoriale se i bambini non vanno a scuola. Stasolla (21 Luglio): “Parole che fanno accapponare la pelle". Ninchi (Upre roma): “Per far vedere che qualcosa fanno partiranno dai rom, che nessuno difenderà”
Campo rom. Panni stesi

ROMA - “Il dilagare dei campi nomadi, negli ultimi anni, l’aumento esponenziale di reati commessi dai loro abitanti e le pessime condizioni igienico-sanitarie a cui sono sottoposti ha reso tale fenomeno un grave problema sociale con manifestazioni esasperate soprattutto nelle periferie urbane coinvolte. Ad oggi circa 40 mila Rom vivono nei campi nomadi e il 60 per cento sono minori. Sono pertanto necessarie le seguenti azioni: chiusura di tutti i campi nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale. In ogni caso, proponiamo di intervenire per il pieno superamento dei campi Rom in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea”. E’ quanto si legge all’interno del capitolo Sicurezza, legalità, forze dell’ordine, nel paragrafo dedicato ai “campi nomadi” del contratto di governo stipulato dal Movimento cinque stelle  e Lega, che viene sottoposto in queste ore al vaglio degli elettori dei due partiti.  

Un approccio securitario al tema che non piace alle associazioni. “Nella premessa si parla di 40mila persone nei campi rom, in realtà le stime reali ci dicono che sono 26mila. Si parla, poi, di un aumento esponenziale dei crimini commessi, in realtà nessun dato conferma questo andamento - sottolinea Carlo Stasolla, presidente dell’associazione 21 Luglio, che da anni si batte per la difesa dei diritti dei Rom, sinti e camminanti in Italia -. Quello che è emerge è una poca conoscenza del fenomeno e un approccio securitario e xenofobo. Questo ci preoccupa molto”. In particolare, spiega Stasolla, per due i motivi: “l’annunciata chiusura dei campi rom irregolari, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea, ci fa pensare a un richiamo implicito agli sgomberi di massa fatti da Sarkozy nel 2010 e per i quali l’Europa ha aperto una procedura di infrazione nei confronti della Francia - spiega il presidente di 21 Luglio -. L’altro elemento ancora più grave è l’allontanamento dei minori che non frequentano la scuola dalle famiglie. Questo è un passaggio che fa accapponare la pelle, tra l’altro è di competenza dell’organo giudiziario e non di quello legislativo”. Tutto l’impianto di queste poche righe per Stasolla ha l’obiettivo di far “aumentare la xenofobia e il razzismo e preannuncia scenari lesivi dei diritti delle comunità rom - aggiunge - Non è un caso che sia stato inserito sotto il tema sicurezza”. Nel contratto, inoltre, manca del tutto un riferimento a una strategia di inclusione per il superamento dei campi rom: “Questo non ci sorprende, è in conformità con l’idea di Salvini sul tema, e cioè: ruspa”. Per questo l’associazione 21 Lugio si dice “estremamente preoccupata. La deriva xenofoba e gli sgomberi forzati sono un serio pericolo, ci stiamo già attivando nelle sedi europei per chiedere il rispetto dei diritti”.

Non nasconde la sua preoccupazione neanche Paolo Cagna Ninchi, presidente dell'Associazione Upre Roma: "La mia impressione è che il governo giallo-verde nei primi 100 giorni di governo se la prenderà soprattutto con i rom. Hanno infatti scritto un programma alquanto stravagante sul piano economico, che certo non potranno realizzare subito. E quindi per far vedere che qualcosa fanno, partiranno dai rom - sottolinea -. Anche perché nessuno, o quasi, tra le istituzioni e la società civile vorrà opporsi. Nessuno è più disposto a prendere le difese dei rom. Se verranno chiusi tutti i campi, senza distinzione, si otterrà l'effetto opposto a quello auspicato. Verranno messe in strada migliaia di persone, creando ancora più emarginazione e allarme sociale". Anche per Ninchi significativo è il richiamo alla perdita della potestà genitoriale nel caso in cui i figli dei rom non vadano a scuola: "Beh qui siamo alla propaganda della ruspa - aggiunge -. Per fortuna esiste ancora una Costituzione e i tribunali dei minorenni: un automatismo di questo genere (se il figlio non va a scuola viene allontanato dalla famiglia) non è possibile nel nostro ordinamento".· (ec/dp)

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