16 maggio 2016 ore: 15:10
Immigrazione

Idee per Milano. Dalla casa al lavoro: le richieste dei rom al futuro sindaco

AMMINISTRATIVE 2016. Dijana Pavlovic, coordinatrice del Tavolo rom e sinti ha organizzato per il 23 maggio un incontro con i candidati. Tra le proposte: no alla chiusura dei campi comunali senza alternative dignitose per le famiglie; fondi europei per il lavoro
Rom a Milano. Roulotte

MILANO - Casa, lavoro, salute e scuola: i bisogni delle famiglie rom non sono molto diversi da quelli di ogni altro cittadino di Milano. "Ma è appunto su questi quattro punti che dovrà svilupparsi la politica sui rom della prossima amministrazione comunale", afferma Dijana Pavlovic, vice presidente dell'associazione Upre Roma e coordinatrice del Tavolo rom e sinti. Per lunedì 23 maggio ha organizzato nel campo comunale di via Chiesa Rossa, alle ore 17.30, un incontro con candidati sindaci. "Li abbiamo invitati tutti, vediamo chi verrà". "Il nuovo sindaco dovrà sfruttare le risorse che l'Unione europea stanzia per l'integrazione dei rom -aggiunge-. Cosa che non ha fatto Pisapia. Ai giovani rom, per esempio, sono state offerte solo borse lavoro, lo strumento più debole per l'inserimento lavorativo. Si può fare decisamente di più".  

Il nuovo sindaco dovrà dotarsi di un nuovo piano locale che miri a rispondere ai bisogni essenziali della popolazione rom: abitazioni dignitose, il lavoro, la tutela della salute anche nei campi irregolari, la scuola. "Sui campi comunali, siamo i primi a dire che bisogna superarli, ma certo non li si può chiudere come ha fatto la Giunta Pisapia con l'assessore Granelli. Una chiusura senza alternative reali e dignitose per le famiglie". La politica degli sgomberi dei campi abusivi ha "invece portato alla dispersione delle persone che ci vivevano, che però non sono scomparse, ma vivono sempre più nascoste: in questo modo non è possibile garantire loro un'assistenza sanitaria e non si può nemmeno tentare un'inclusione scolastica dei bambini". Il Comune ha anche sospeso lo scuola bus che portava i bambini dei campi regolari a scuola. "Ora l'ha parzialmente riattivato, ma solo per alcuni giorni alla settimana e in orari sfasati rispetto a quelli di apertura della scuola. Una cosa assurda".  (dp)

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