31 dicembre 2021 ore: 10:40
Non profit

Il 2022 e il Terzo Settore. Il Forum a Draghi: "Sia l'anno dell'attuazione della riforma"

Messaggio del Forum del Terzo Settore al presidente del Consiglio: "Sostenere la solidarietà deve essere una scelta politica tangibile e non solo un riconoscimento formale". La portavoce Pallucchi: "Vorremmo uscire dalla retorica per passare a fatti concreti e tangibili"
Società multietnica, volontariato, terzo settore: ombrelli colorati
ROMA - "Caro Presidente Draghi, sostenere la solidarietà deve essere una scelta politica tangibile e non solo un riconoscimento formale: che il 2022 sia l’anno dell’attuazione della  riforma e sia riconosciuto il ruolo strategico che hanno gli enti del Terzo settore per la coesione del Paese". E' questo il messaggio che il Forum nazionale del Terzo Settore lascia al presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle ore che segnano l'addio al 2021 e l'arrivo del nuovo anno.

Con una nota il Forum chiede che sia convocata con urgenza la cabina interministeriale sul Terzo Settore, inattiva da mesi, facendo notare che agli effetti devastanti della crisi derivata dalla pandemia si sia aggiunta "l’insensibilità della politica che invece di sostenere le attività degli enti del Terzo Settore, ha voluto colpirli".

"In questi mesi - dice Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore - abbiamo ascoltato più volte parole di apprezzamento per l’opera svolta dal Terzo settore e dal volontariato da molti esponenti politici. Le parole di riconoscimento che ci aveva dedicato alcune settimane fa il Presidente Draghi ci avevano fatto ben sperare: dobbiamo purtroppo constatare che non sono seguiti i fatti. Per questo ci appelliamo al premier perché nel 2022 si cambi passo, altrimenti centinaia di piccole e piccolissime associazioni correranno il rischio di scomparire e la tenuta sociale del paese si indebolirà in una situazione già di crisi".
 
Quello che si sta concludendo, fa notare il Forum del Terzo Settore - è stato infatti un anno molto difficile per le oltre 350mila organizzazioni non profit italiane: associazioni, organizzazioni di volontariato, imprese e cooperative sociali, quotidianamente in prima linea in innumerevoli attività di impegno civico e sociale. Gli effetti della pandemia hanno colpito soprattutto le iniziative legate alla socialità, la cultura, l’educazione. Molti enti si sono rapidamente riconvertiti per rispondere alle nuove emergenze sociali e sanitarie, ma altri hanno dovuto chiudere sia per difficoltà oggettive dovute all’impossibilità di continuare a fare sul campo quel lavoro di relazione e coesione nelle comunità, ma anche per le incertezze sulle nuove norme e sul regime fiscale che gli enti dovranno assumere con la riforma del Terzo Settore, che anche nel 2021 rimane in parte inattuata.
 
Era necessario - fanno notare dal Forum - un cambio di passo, che invece non è avvenuto. La legge di bilancio appena approvata non solo ha inserito l’obbligo Iva – solo sospeso per due anni - per le associazioni che non svolgono attività commerciale ma non contiene alcuni importanti provvedimenti attesi da tempo da tutto il terzo settore: gli emendamenti che li contenevano sono stati tutti respinti dal Governo. Si va dalle modifiche alle norme fiscali per gli enti associativi – senza le quali permane un regime di incertezza per migliaia di organizzazioni -, al sostegno straordinario per le associazioni di volontariato e quelle di Promozione sociale - in pratica una parziale restituzione per le risorse non erogate in anni di mancata attuazione della riforma-, alla mancata esenzione dall’IRAP -una tassa che ormai paga quasi solo il non profit. L’elenco - continua a far notare il Forum - potrebbe essere più lungo e si aggiunge alla già lamentata disattenzione per il Terzo settore nei primi bandi per l’attuazione del PNRR, fino alla beffa dei contributi ristori: poche risorse, arrivate con un anno e mezzo di ritardo e con poco più di una settimana per inoltrare le domande.
 
"Si tratta - prosegue la portavoce Pallucchi - di un comportamento inspiegabile e comunque inaccettabile il terzo settore è impegnato da sempre nell’aiuto alle persone più fragili, a rendere vive e attive le nostre comunità. In futuro ci sarà ancora più bisogno di terzo settore, ci sarà più bisogno di solidarietà. Ci sembra che a partire dalla legge di bilancio e dall’attuazione del PNRR , invece, la risposta al contrasto alle disuguaglianze e alle vecchie e nuove povertà in favore di diritti e benessere diffusi, vede insufficienti investimenti e una carente visione di sistema, dentro al quale il Terzo Settore, potrà fare la differenza se messo però nelle opportune condizioni".
 
"Vorremmo uscire dalla retorica - specifica Pallucchi - per passare a fatti concreti e tangibili. Sono almeno tre le priorità: uscire subito dall’odissea della riforma e andare ad una sua rapida attuazione, riconoscere il ruolo del terzo settore e della sue competenze nel campo dell’innovazione sociale nel PNRR, investire maggiormente sull’economia sociale che può rappresentare uno straordinario volano di sviluppo e di innovazione per il nostro paese. Su questi punti chiediamo che il Presidente del Consiglio convochi al più presto la cabina di regia interministeriale sul Terzo settore, prevista dalla legge." conclude la portavoce del Forum del Terzo Settore.
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