24 settembre 2021 ore: 14:36
Immigrazione

Il 26 settembre la Chiesa celebra la giornata del migrante

"Verso un Noi sempre più grande", il tema scelto dal papa. Le celebrazioni ufficiali nelle Marche: l’iniziativa è della Commissione Cei per le migrazioni e della Fondazione migrantes. Ripamonti (Astalli): "Assumersi la responsabilità di agire un cambiamento personale in favore dell’accoglienza e dalla solidarietà"
locandina GMMR 2021

ROMA - Domenica 26 settembre la Chiesa celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. “Verso un ‘Noi’ sempre più grande” il tema scelto da Papa Francesco per questa edizione.  Le celebrazioni ufficiali della Giornata si svolgeranno quest’anno nelle Marche. L’iniziativa è della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes che proprio in questa regione ha promosso, dal 23 al 27 agosto, a Loreto il Corso di Alta Formazione sul tema “Costruire e custodire la casa comune” con la partecipazione di vescovi, direttori Migrantes, operatori di diverse diocesi italiane. Un santuario, quello di Loreto, che ogni anno accoglie il pellegrinaggio regionale dei migranti. Per la celebrazione eucaristica nazionale, che si svolgerà domenica 26 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, è stata scelta la Basilica Pontificia di Loreto.

La celebrazione, in diretta su Rai Uno, sarà presieduta da Mons. Pietro Coccia, presidente della Conferenza Episcopale delle Marche. Ma tutta la regione Marche è stata interessata alla preparazione per questo importante appuntamento. Macerata, Pesaro, Fano, San Benedetto del Tronto: in queste città come in molte parrocchie tante le iniziative organizzate a sostegno della giornata.

“In un momento in cui guerra e cambiamenti climatici mettono in fuga decine di milioni di persone nel mondo, celebrare questa giornata, per tutti i cattolici, vuol dire assumersi la responsabilità di agire un cambiamento personale in favore dell’accoglienza e dalla solidarietà", è il commento del presidente del Centro Astalli, Servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia, Camillo Ripamonti, "Vuol dire abbandonare ritrosie e pregiudizi, resistenze e paure, per aprirsi all’altro come fratelli, per la costruzione di noi sempre più grande, come ci chiede Papa Francesco. - prosegue - L’emergenza afgana ha suscitato in tanti la voglia di aiutare e farsi prossimo di chi scappa da guerre e persecuzioni. Purtroppo l’Afghanistan è uno dei troppi Paesi in guerra, da cui ogni giorno continuano a fuggire uomini e donne in cerca di salvezza e pace. Ogni giorno si continua a scappare da Paesi come la Nigeria, il Sudan, l’Eritrea, il Venezuela, il Myanmar. Il mondo è attraversato da crisi umanitarie che costringono uomini, donne e bambini a mettersi in cammino. È urgente aprirsi all’altro e saper accogliere il suo desiderio di pace e libertà”.

Domenica 26 settembre, volontari e rifugiati del Centro Astalli con padre Camillo Ripamonti saranno in piazza San Pietro per ascoltare insieme l’Angelus del Santo Padre. Il Centro Astalli in occasione di questa giornata lancia una campagna in favore dei rifugiati afgani che accoglie e accompagna a Roma:  un centinaio di uomini e donne, tra cui molte famiglie con bambini, che sono state messe in salvo durante l’evacuazione di fine agosto.

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