11 giugno 2015 ore: 16:46
Disabilità

Il 75% dei ciechi è senza lavoro. A Napoli gli stati generali per parlare di un’emergenza assoluta

Diritto al lavoro e alla formazione, applicazione e aggiornamento delle leggi vigenti in materia di collocamento mirato delle persone disabili. Sono alcuni temi toccati dall’Unione Ciechi per l’incontro nazionale “Il lavoro fa per me!”. Tangorra: “Nel giro di due anni le linee guida nazionali”
Il lavoro fa per me! - locandina
Il lavoro fa per me! - locandina

NAPOLI - Diritto al lavoro e alla formazione, corretta applicazione e aggiornamento delle leggi vigenti in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità. Sono questi alcuni temi toccati oggi negli “stati generali” dell’Unione Ciechi a Napoli per l’incontro nazionale  “Il lavoro fa per me!”, fino a domani nella sede dell’università “Parthenope” al Centro Direzionale. Due giorni di confronto tra referenti istituzionali e delle organizzazioni sociali, a tratti anche acceso, perché quella del lavoro per i non vedenti e gli ipovedenti in Italia è un’emergenza dalla priorità assoluta, come ha ricordato in apertura dei lavori il presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Mario Barbuto.

Mario Barbuto (secondo da sinistra). Foto: corradinifotografi.com
Uic incontro nazionale "Il lavoro fa per me!"

“I nostri dati, confermati da quelli del Ministero del Lavoro, ci parlano di una situazione lavorativa estremamente grave – ha detto Barbuto - con oltre il 75% di persone con disabilità visiva disoccupate o in cerca di occupazione. E questa percentuale aumenta ancora se si parla di giovani. Nel 2012 sono state avviate al lavoro solo 18 mila persone. Bisogna avere il coraggio di considerare le persone con disabilità non più come un fastidio di cui liberarsi: sono invece una risorsa, portatori di una ricchezza in grado di contribuire all'economia del nostro Paese su basi nuove”. 


Barbuto ha chiesto sostegno ai sindacati per l’adeguamento dei luoghi di lavoro e l’accoglienza senza pregiudizi, e uno sforzo collettivo a tutte le organizzazioni sociali affinché si solleciti anche «la responsabilità politica a ogni livello. “Le nostre istituzioni aprano le porte ai ciechi e alle persone con disabilità”. Il presidente nazionale ha anche invitato gli amici della Fish a fare “del tema del diritto a lavoro la base di un processo unitario. Voglio coltivare il sogno – ha concluso Barbuto - di una sola grande federazione che possa riunire tutte le persone con disabilità sotto un’ unica bandiera: quella della solidarietà sociale”.

Foto: corradinifotografi.com
Uic incontro nazionale "Il lavoro fa per me!" 2

Da settembre l’Unione Ciechi, insieme all’Irifor con cui ha organizzato il convegno, lancerà anche un master di alta formazione con la finalità di formare persone responsabili di strutture del terzo settore, aperto a persone disabili e non. Dal convegno è partita la richiesta al Governo di aggiornare la normativa sui centralinisti e di attuare quella sugli operatori della comunicazione, e del riconoscimento di una figura professionale di secondo livello, quale quella del massaggiatore, affinché sia accompagnata da normative che prevedano il collocamento obbligatorio. Altre importanti questioni, come una legislazione di sostegno in favore delle libere professioni e delle attività di impresa svolte dai non vedenti, sono state ricordate da Paolo Colombo, componente della Direzione nazionale e responsabile del settore lavoro dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: “Come Unione – ha affermato - chiediamo che si possano salvaguardare e valorizzare le professionalità dei docenti non vedenti anche nel contesto dell’attuale riforma scolastica, nonché riscoprire le attività tradizionali e permettere lo svolgimento di nuove in modo che anche la persona non vedente, messa nelle giuste condizioni, possa scegliere e svolgere al meglio il suo lavoro e avere un proprio progetto di vita. Cosi come l’osservanza dei requisiti di accessibilità che le nuove tecnologie consentono e una diversa organizzazione dei servizi del collocamento, sostenendo strumenti di politica attiva che favoriscono l’incontro di domanda e offerta di lavoro. Non dimentichiamo che il lavoro, per i non vedenti, rappresenta la strada maestra per il rispetto della dignità come persone”. 


Raffaele Tangorra, direttore generale DG Inclusione del Ministero del Lavoro e Politiche sociali, ha ricordato come il ministero in questi anni abbia “prodotto un risultato storico, il primo programma d'azione per la promozione dei diritti delle persone con disabilità: un documento che detta l’agenda della politica e lo fa a partire dalla proposta delle persone con disabilità”. “Nel giro di un paio d’anni vogliamo arrivare a delle linee guida nazionali per i progetti di vita indipendente e a un orientamento alla spesa che permetta che i diritti sociali siano garantiti uniformemente sul territorio nazionale”. (ip)

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