26 giugno 2016 ore: 11:46
Disabilità

Il Comune sgombera, fiato sospeso per la famiglia del piccolo Luigi

Il bambino, che ha una grave disabilità, vive con la famiglia in una ex-scuola di Palermo, dove hanno trovato riparo altre 27 famiglie: per tutti ordine di lasciare libero l’immobile. L’assessore: “Non intendiamo abbandonarli”
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PALERMO - Elisabetta e Marco Diliberto sono i genitori di Luigi, un bambino con la sindrome di Franceschetti: aspettano di trovare una sistemazione più adeguata rispetto alle due stanze dell'ex grande scuola Crispi, abbandonata da 12 anni, dove attualmente vivono per necessità da più di un anno insieme ad altre 27 famiglie. Due giorni fa a tutte le famiglie il Comune di Palermo ha inviato una diffida a lasciare l'immobile pubblico entro 20 giorni. E la preoccupazione sul futuro è cresciuta sempre di più.

Luigi, a causa della malattia, pesa soltanto 12 chili (fisicamente è indietro di due anni e mezzo), si alimenta prevalentemente con latte e omogeneizzati per una malformazione al palato, porta un apparecchio per l'udito e la notte ha bisogno di dormire con una macchinetta respiratoria senza la quale il suo respiro sarebbe soltanto del 46%. Il bambino viene sottoposto a controlli ogni sei mesi e soffre anche di crisi epilettiche, che i genitori hanno imparato a gestire. Luigi per muoversi ha una sedia a ruote  ma adesso, essendo cresciuto, avrebbe bisogno di passare ad un altro modello.

La famiglia per 11 anni ha vissuto regolarmente in una casa in affitto che riusciva a pagare grazie al lavoro di Marco, trasportatore di bombole di gas. I problemi sono arrivati quando il marito di Elisabetta non è riuscito più a trasportare le bombole a causa dei forti problemi alla schiena dovuti allo spostamento di alcune vertebre. Con il tempo, quindi, l'unica piccola fonte economica 'sicura' è rimasta l'indennità di accompagnamento di Luigi.

"Siamo scoraggiati e molto preoccupati - dice rammaricata Elisabetta Ventimiglia, mamma di Luigi -. Vivere in questo alloggio di fortuna per noi è una necessità e spero tanto che l'assessore, che ci ha incontrato due volte, ci aiuti a trovare presto una soluzione. Secondo la delibera del provvedimento di assegnazione dei beni confiscati abbiamo il diritto a potere avere una casa proprio a causa della grave disabilità di nostro figlio. Speriamo di non essere lasciati da soli ma l'ansia in questi giorni è notevole".

A gettare acqua sul fuoco è la stessa assessora al Comune, Agnese Ciulla. "Non intendiamo abbandonarli – dice -. I servizi sociali hanno già inviato per la famiglia di Luigi, ma anche per tutte le altre che hanno un grave stato di povertà e disabilità, tutta la documentazione all'assessorato al patrimonio, chiedendo che in forza della delibera a loro dedicata si possa optare presto per un'assegnazione dei beni confiscati. La variazione del regolamento ci auguriamo che porti presto a dei risultati importanti, così come è avvenuto per la famiglia Lo Bello, anche per tutte le altre famiglie che hanno più bisogno".

Rimane comunque incerto il destino delle altre 27 famiglie composta da oltre 50 persone con parecchi bambini che da quasi due anni occupano l'ex edificio scolastico. "Non conosco i casi delle altre famiglie che abitano l'ex-scuola, ma se ce ne sarà necessità interverremo come servizi sociali per le singole situazioni", assicura Ciulla. (set)

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