4 ottobre 2013 ore: 19:14
Immigrazione

Il direttore immigrazione della Ue: comando di Frontex va condiviso tra più paesi

Parla Stefano Manservisi, dirigente della Commissione Europea. Che si chiede come sia stato possibile che un barcone con 500 persone a bordo sia riuscito a salpare da Misurata, in Libia, senza che nessuno se ne sia accorto
Sbarco di immigrati, arrivo all'alba

boxNEW YORK – “Di fronte alla tragedia di Lampedusa, Frontex deve fare un salto di qualità. Sia dal punto di vista delle risorse che delle forze da mettere in campo. Serve una risposta urgente e immediata, che preveda un comando condiviso e non solo italiano, ma che apra il coordinamento delle forze a Malta, Grecia, Cipro, Spagna e Francia”. Da New York, dove poche ore fa lo stesso Ban Ki-moon ha ricordato in assemblea generale il disastro italiano parlando della necessità di “passare all’azione”, parla il direttore generale immigrazione della Commissione europea, Stefano Manservisi. “Nel mediterraneo, e in particolare nel Mediterraneo sud-orientale, serve passare ad una unica e sola operazione europea nella gestione delle frontiere. Un intervento unitario che potrebbe dare risultati molto più incisivi. La priorità è oggi salvare le vite umane”.

Dopo i morti, il dito da ore è puntato sull’Europa. E Manservisi non si tira indietro, conosce la portate epocale del problema, e il ruolo unico che deve avere l’Europa in tema d’immigrazione, rotte, accoglienza. Vede positivamente la candidatura dell’isola di Lampedusa a Premio Nobel per la pace, ma parla a titolo personale, ma pensa soprattutto a come sia stato possibile che un barcone con 500 persone a bordo sia riuscito a salpare da Misurata, in Libia, senza che nessuno se ne sia accorto.

L’intervista completa su RS, l’Agenzia giornalistica di Redattore Sociale.

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