Il disagio psichico raccontato dal cinema: torna il festival "Lo spiraglio"
ROMA - Dal 5 al 7 giugno il Nuovo Cinema Aquila di Roma si riempirà di immagini, incontri e testimonianze sul tema del disagio psichico in occasione della quarta edizione dello Spiraglio Film Festival sulla salute mentale, promosso da Roma Capitale, Asl Rm A Dipartimento Salute Mentale – Roma Centro e Fondazione Roma Solidale onlus: Oltre alla proiezione dei 12 cortometraggi e 6 lungometraggi finalisti, selezionati dalla giuria del festival, si terranno
10 incontri con cineasti che hanno trattato il tema e con medici in prima linea sul tema della cura del disagio attraverso progetti di inclusione sociale, oltre che con l’utilizzo dei farmaci. Perché l’obiettivo del festival è proprio quello di aprire uno “spiraglio” su un mondo che viene generalmente temuto e quindi discriminato. Nella serata finale del festival, il 7 giugno alle 21 l’attore Carlo Verdone parteciperà all’incontro dal titolo “Troppo Simpatico” e riceverà il “Premio Lo Spiraglio Fondazione Roma Solidale Onlus”, “per essersi con il suo garbo spesso accostato a personaggi segnati da fobie e ossessioni”, ha spiegato Franco Montini, direttore artistico del festival alla conferenza di presentazione.
Evento di apertura del festival , il 5 giugno alle 20,30 sarà l’incontro con il regista e attore Rolando Ravello dal titolo “Indagando la fragilità”, cui seguirà la proiezione del film “Ti ricordi di me?” interpretato da Ambra Angiolini e Edoardo Leo. Altri incontri previsti sono “Dario D’Ambrosi e il teatro Patologico” giovedì 5 giugno alle 18 e “Prima del calcio di rigore” venerdì 6 giugno alle 20.
“Il cinema ha modificato il pregiudizio sulla follia mostrandone aspetti magari eccessivi, ma caratterizzati dalle idee di amore e speranza”, ha sottolineato Federico Russo, psichiatra e direttore scientifico del Festival. Originali le modalità con cui il disagio psichico viene raccontato, secondo Russo: “"Cut" è un docu-fiction, che non è mai chiaro fino a che punto è documentario e fino a che punto fiction”, spiega,”che racconta attraverso una telecamera nascosta negli occhiali del protagonista che è un giornalista, le sue passioni e ossessioni”. “Invece “L’altro Fellini” racconta la rivalità tra il famoso regista e suo fratello attraverso il racconto della loro storia”. Vi sono poi molti film alla cui realizzazione hanno partecipato direttamente pazienti psichiatrici: Dal corto “Come nei Filme” che racconta la realizzazione di un film, a “The love supreme” che illustra la vita in una comunità di Milano, fino ad “Artic spleen” su giovani che tentano il suicidio in Groenlandia, a “Malatedda” e “L’arte della Follia”
Il festival vuole dare un “messaggio di coraggio” in contrasto con “la paura della vulnerabilità così diffusa oggi”, “riconoscendo il bisogno che abbiamo di confrontarci con le fragilità anche attraverso linguaggio evocativo del cinema”, ha affermato Carlo Fumagalli, presidente di Fondazione Roma Solidale onlus. ”Bisogna entrare, anche attraverso il cinema, in questo mondo di sofferenza e ricchezza”, ha affermato Rita Cutini, assessore Politiche sociali del Comune di Roma, “smettendo di mettere etichette al mondo della salute mentale”. Per Erica Battaglia, presidente della Commissione Politiche sociali del comune di Roma, “l’iniziativa porta la condivisione di riflessioni e dibattiti su temi che riguardano la collettività”. Daniela Pezzi Presidente consulta regionale salute mentale Regione Lazio è importante l’iniziativa visto che “il mondo della tutela della salute mentale sta vivendo una delle pagine più pericolose della sua storia”, perché “i tentativi di ripristinare muri sono sempre dietro l'angolo”. (lj)